Lo scrittore, filosofo e psicologo statunitense, Eric Hoffer affermava: “Il leader deve essere pratico e realista ma deve parlare la lingua dei visionari e degli idealisti“. E’ una definizione perfetta dell’allenatore di calcio. E’ un mestiere davvero complicato, ma allo stesso tempo molto affascinante. Comandare piace a tutti, ma saperlo fare è per pochi. Condurre una squadra non significa essere “capi”, ma “leader”. Bisogna, quindi, riuscire a convincere un gruppo di persone della bontà delle proprie idee e soprattutto essere in grado di comprendere, assecondare e amalgamare tanti io in un noi. Non basta sapere di pallone, di tattiche e schemi, ma occorre divenire un fine psicologo e pure un ottimo comunicatore. In sostanza, tutto molto difficile. Nella prossima stagione il cosiddetto “valzer delle panchine” sarà molto importante e numeroso con tanti club che modificano i loro “pastori”.
ATALANTA
L’Atalanta conferma Gasperini. Il Gasp è sulla panchina della Dea dal 2016. Sarà, quindi, la nona stagione che il tecnico nerazzurro guiderà i bergamaschi. Non è mai stato così vicino a salutare la sua truppa, ma il dubbio è durato davvero molto poco. L’uomo che ha condotto i lombardi alla conquista dell’Europa League non è riuscito ad abbandonare la nave. E’ la scelta giusta? La risposta non è certamente semplice. Nel calcio moderno è complicato restare sulla stessa panchina più di 3 annate, figuriamoci la nona! Il futuro del suo rapporto con l’Atalanta è uno dei più complessi da discernere e molto dipenderà anche dal tipo di compagine che verrà allestita. Credo, in ogni caso, che Percassi non deluderà. Voto alla scelta: 8. Rispetto reciproco e coraggio. Una scommessa con tanto onore.
BOLOGNA
Thiago Motta ha salutato il gruppo con grande dispiacere, e anche un po’ di rabbia, della Città Felsinea. Al suo posto arriverà Italiano. Che dire? E’ una scelta molto logica. Gli emiliani sono una squadra abituata a un mister giovane e il passaggio da Motta a Italiano è molto lineare pure sotto questo profilo. Da ultimo, tale cambio di timone è spiegabile anche sotto il profilo del gioco. L’ex nerazzurro non propone un calcio uguale a quello di Vincenzo, ma molto moderno e propositivo. Avendo disputato ben due finali di Conference League, l’ex viola conosce bene le competizioni europee. Il Bologna giocherà la prossima Champions League e l’opzione neofita per una compagine che non affronta certe competizioni da parecchi anni sarebbe stata molto pericolosa. Voto 7.5. Scelta di sostanza.
CAGLIARI
L’addio di Ranieri, giunto nel finale di stagione, ha trovato un ottimo successore ed è Davide Nicola. L’ex tecnico dell’Empoli “ha un dottorato” in salvezze dell’ultimo momento. E’ chiaro che una persona può essere specializzata in una certa situazione dove riesce a dare il meglio di se, ma è corretto dargli qualche occasione di costruire qualcosa di suo. Penso che abbia un valore umano molto elevato e questo si sposa molto bene con l’anima sarda. L’uomo giusto al posto corretto. Voto 8
COMO
Il neopromosso Como proseguirà il suo percorso con Cesc Fabregas. La scelta è assolutamente corretta. Il tecnico spagnolo, ex grande campione dell’Arsenal e della sua nazionale, sulle sponde del Lago sta svolgendo un ottimo lavoro ancor più sulla panchina che nel primo anno con le scarpette ai piedi. Si tratta di un profilo molto giovane e per cui si potrebbe intravedere un futuro da big. I biancozzurri paiono pensare in grande e si vede. Voto 8.
EMPOLI
Il giudizio è sospeso in quanto l’Empoli si è trovata a fronteggiare la partenza di Nicola direzione Sardegna. Non è stato certo semplice per la squadra toscana trovare un mister a giugno inoltrato. E’ impossibile, quindi, colpevolizzare la società di Corsi. Quello sardo rischia di essere “un ratto delle sabine” avvenuto in piena estate quando i piani probabilmente erano già stati predisposti e il prescelto pare proprio fosse il tecnico uscente. Non è un caso se la trattativa tra rossoblu e azzurri è stata parecchio complessa. Lasciare partire il mister torinese non è soluzione così gradita. Arriva D’Aversa. La carriera dell’ex Parma non vive il suo migliore momento. Iniziata molto bene, proprio nella Città Ducale, con la doppia promozione dalla serie C alla A e alcune salvezze, le stagioni lontane dall’Emilia sono state abbastanza negative. Sicuramente è esperto nella lotta per non retrocedere. Voto 6. Di necessità, virtù.
FIORENTINA
La Fiorentina e Italiano, giustamente, hanno divorziato. Era giunto il momento del triste addio. L’ex tecnico dello Spezia ha ridato ai Viola un’importante dimensione italoeuropea, ma è il momento di separarsi. Il ciclo è chiuso. La scelta è ricaduta su Raffaele Palladino. E’ giovane. Ha entusiasmo. Arriva da due ottime stagioni vissute sulla panchina del Monza. Il suo gioco può ricordare in parte le idee del precedente mister anche se è più verticale. Il modulo maggiormente utilizzato dal napoletano è il 3-4-2-1, mentre il suo collega schiara la difesa a quattro. Le idee generali, però, rappresentano la continuità rispetto al passato. Occorrerà comprendere se il campano abbia trovato l’isola felice in Brianza oppure se le sue capacità saranno confermate anche altrove. Voto 7.5. Continuità e diversità.
GENOA
Alberto Gilardino e il Genoa si sono incontrati due stagioni fa e insieme hanno vissuto una fantastica promozione in serie A seguita da un’ottima salvezza. E’ giusto proseguire. Un bis di anni non sono un tempo eccessivo. Nulla è rotto o compromesso. Si può continuare e cercare altri traguardi. Il presidente Zangrillo è stato abile nel riuscire a trattenere l’ex attaccante nonostante le richieste che gli sarebbero potute pervenire. Voto 8.
INTER
L’Inter ha scelto di proseguire con Simone Inzaghi. E’ un ottimo allenatore, tra i migliori in serie A, ma la scelta rappresenta un enorme punto interrogativo. Il piacentino è arrivato ad Appiano nel 2021. Ha quindi vissuto 3 stagioni in nerazzurro. Il suo percorso è stato particolare e, in Lombardia, ha preso i gradi del big. Durante la prima annata, vissuta in punta di piedi, ha conquistato la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia, ma ha perduto uno Scudetto che, per valori, avrebbe dovuto essere assolutamente suo. Il cammino europeo è stato positivo perché è uscito dalla Champions agli ottavi contro il Liverpool finalista. La seconda stagione ha portato in dote gli stessi trofei con una marcia in serie A ancora peggiore di quella precedente, ma una finale di Coppa Campioni che l’ha condotto tra i grandi. Nell’ultima annata ha conquistato, finalmente, lo Scudetto e ancora la Supercoppa, ma ha fatto male in Champions. Il suo compito sarà quello di bilanciare. La rosa ha il potenziale per fare molto bene in Italia, ma anche in Europa. Antonio Conte ha sempre sostenuto che 3 anni siano i tempi massimi per un tecnico in una società. Avrà ragione o il ciclo di Simone all’Inter non è finito? Voto 7, ma giudizio sospeso.
JUVENTUS
L’addio burrascoso di Allegri ha portato, a Torino, Thiago Motta. L’ex mister del Bologna è una scelta molto coraggiosa per tanti motivi. Sarà la sua prima esperienza in un top club. E’ stato uno dei principali protagonisti dell’Inter del triplete e quella squadra non aveva propriamente ottimi rapporti con la Juve. Circolano immagini particolari e non del tutto amichevoli che lo ritraggono in presenza di Del Piero e Buffon. Le domande sono: dopo l’ottima avventura al Bologna, come sarà il passaggio in una big? Se le cose, inizialmente, non dovessero volgere al meglio, come reagiranno i tifosi? La scelta di Giuntoli è davvero ardita, ma si tratta di uno dei migliori giovani in circolazione. Voto 7,5.
LAZIO
Nella scorsa stagione, Maurizio Sarri si è dimesso. La scelta di Lotito e Tare era ricaduta su Tudor. Il croato è un profilo molto interessante. Si tratta di un giovane con la giusta esperienza maturata prima sulla panchina dell’Udinese, poi come vice di Pirlo alla Juve, per passare dall’Hellas prima del Marsiglia. Ci sono state incomprensioni che hanno portato al divorzio biancoceleste con l’ex difensore. Durante il mese di giugno, quindi, la Lazio, un po’ come l’Empoli, si è trovata a fare di necessità virtù e si è “sposata” con Marco Baroni. L’ex mister del Verona ha una carriera molto lunga alle spalle e la gavetta non gli è sicuramente mancata. E’, però, alla prima esperienza in una grande realtà. Il punto interrogativo è molto importante anche perché i riscontri veramente positivi sono giunti soltanto a Lecce e nell’ultima avventura veneta. Che sia maturato così tardi? Che abbia raggiunto un suo equilibrio in una fase tanto avanzata del percorso da allenatore? Voto 5.5. Troppe incognite.
LECCE
Luca Gotti è arrivato in Salento dopo la burrascosa vicenda D’Aversa e ha salvato il Lecce con davvero pochi affanni. E’ stato molto abile perché la situazione non era delle più semplici né per quanto avveniva in campo, con i gialloblu in piena corsa salvezza, né per ciò che era accaduto fuori dal rettangolo di gioco e un addio particolare del precedente mister che avrebbe potuto lasciare scorie nello spogliatoio. Visto il lavoro svolto, meria assolutamente una riconferma. Voto 6.5
MILAN
Riguardo alla scelta di Elliot si potrebbe scrivere un libro. La precedente esperienza italiana di Paulo Fonseca, sulla panchina della Roma, ha vissuto più ombre che luci, ma il tecnico portoghese pare essere cambiato parecchio e la sua ultima annata, vissuta sulla panchina del Brest in Francia, ha lasciato in dote un terzo posto insperato. Tanta roba. E’ un mister meno acerbo di quello visto sulle sponde del Tevere. E’ più pronto ad affrontare certe situazioni. Il dubbio rimane per il palcoscenico sul quale dovrà esibirsi. Le pressioni che si vivono a Milanello non sono certamente banali soprattutto dopo la grande illusione targata Pioli con lo Scudetto del 2022 che si è rivelato più un caso che una concreta realtà. Voto 6.5. Il coraggio non è mai troppo, forse…
MONZA
Dopo l’addio di Palladino, Galliani ha puntato diritto sull’ex tecnico della Reggiana, Alessandro Nesta. Dopo anni passati ai box a studiare, l’ex difensore, in Emilia, ha disputato una buona stagione. A dire la verità, è mancato l’acuto che avrebbe potuto portare i granata persino in zona playoff, ma l’obiettivo salvezza è stato centrato in maniera anche piuttosto serena. Nesta ha fatto un buon cammino pure in Coppa Italia dove è stato in grado di eliminare proprio il Monza vincendo al “Brianteo” per poi essere estromesso ai sedicesimi dal Genoa. Alessandro non è un dogmatico. Ha una sua idea di calcio e una determinata filosofia ma, se le contingenze lo impongono, “non muore con il suo stile”. Sa variare e adattarsi alle situazione. E’ una caratteristica che, oggigiorno, rappresenta una rarità positiva. Voto 7.
NAPOLI
Dopo una stagione fallimentare, con 3 cambi in panchina, De Laurentiis è andato sul sicuro. Il nuovo tecnico del Napoli è Antonio Conte. Mai scelta appare più corretta. La Città sembra fatta su misura per il salentino. E’ una piazza calda che si esalta nelle gioie e si deprime nelle difficoltà. Non esiste condottiero migliore del pugliese per gestire gli umori dei tifosi e pure le particolarità di un presidente molto capace e generoso, ma anche tanto spigoloso. Conte non è un allenatore finito e ha sempre saputo ricavare il meglio dalle squadre che deve rigenerare. In sostanza, sembra il matrimonio perfetto. Voto 9. Solo perché per il 10 si attende il giudizio del campo.
PARMA
Il Parma proseguirà con Pecchia ed è giusto che, dopo due promozioni, il mister campano abbia la chance di debuttare in serie A per giocarsi le sue carte. E’ un allenatore giovane, ma che ha già tanta gavetta alle spalle. Non è “talebano”, ma ama giocare con la difesa a quattro. Non si tratta del classico “giochista”, ma è un mister piuttosto concreto. Voto 6.5.
ROMA
La Roma ha deciso di confermare Daniele De Rossi. Capitan Futuro si è assolutamente meritato questa scelta. Ha preso le redini dei giallorossi dopo la metà della stagione e la squadra ha cambiato volto rispetto alla versione ormai spenta della vittoriosa era Mourinho. Il finale è stato in calando, ma l’eliminazione dall’Europa League ad opera del Bayer Leverkusen ha un po’ spento gli entusiasmi di un’annata stremante. Ripartendo da zero e con uomini riposati, DDR ha un’ottima opportunità. Voto 7.5
TORINO
Dopo l’addio di Juric, a oggi senza panchina, il Torino ha scelto Vanoli. Il dubbio non è sulla decisione di affidare la squadra a un tecnico che, a Venezia, ha mostrato ottime doti. Le perplessità restano sulla separazione dal vecchio allenatore dopo una stagione che i sabaudi non vivevano da dieci anni. I granata hanno sfiorato l’Europa e penso che il ciclo sarebbe potuto proseguire perché, come un diesel, è iniziato a rilento. Voto 5.5. Ripeto: non per la scelta della nuova strada, ma per l’abbandono della vecchia.
UDINESE
Dopo una sofferta vittoria all’ultimo turno con il Frosinone che ha condannato i ciociari alla cadetteria, Fabio Cannavaro ha è riuscito a salvare l’Udinese. Per i bianconeri è stata una stagione molto complicata che ha visto l’alternarsi di tre guide tecniche e l’ex difensore ha colto in eredità una compagine in grande difficoltà. L’ambiente gli era piuttosto ostile e ha saputo superare anche quella problematica dimostrando, per la prima volta nella sua carriera italiana da allenatore, di poter soddisfare le esigenze di chi l’aveva scelto. Sarà addio e al suo posto arriverà Runjiaic che, con il Legia Varsavia, ha vinto due Coppe di Polonia e una Supercoppa. Vedasi quanto scritto per il Toro. Voto 5.5.
VENEZIA
Il Venezia torna in serie A dopo due stagioni di cadetteria e, salutato Vanoli, per la nuova avventura sceglie Di Francesco. Il tecnico ha avuto una storia molto particolare. Dopo un inizio positivo tra Lecce e soprattutto Sassuolo, con cui ha centrato una promozione in massima categoria e una storica qualificazione in EL, si è meritato la panchina della Roma. Nella Capitale ha fatto abbastanza bene centrando persino la semifinale di Champions. Da lì si è spenta la luce. Le avventure con Sampdoria, Cagliari e Verona sono da dimenticare. Nella scorsa stagione, la chance è giunta dal Frosinone, ma anche qui la salvezza è svanita all’ultimo turno di un match rocambolesco contro l’Udinese che è rimasto in serie A. Penso che la scelta veneta sia coraggiosa, ma anche azzeccata. DiFra sa come si fa. E’ stato un ottimo mister. Negli anni neroverdi ha stupito l’ideale subendo pure l’emulazione di alcuni. Non può essersi dimenticato! Voto 7.
VERONA
Il Verona ha salutato Baroni, autore di una stagione incredibilmente magnifica. Dopo un inizio molto complicato, quando ormai tutto pareva sull’orlo del baratro con anche problemi societari, il calciomercato di gennaio ha condotto alla corretta svolta. E’ giunta una salvezza praticamente serena. La scelta del nuovo tecnico è caduta su Paolo Zanetti. Mi scuserà, ma non la ritengo la migliore. L’ex centrocampista ha già provato la serie A con Venezia ed Empoli. Sono state avventure tutt’altro che indimenticabili. In ambo i casi è giunto l’esonero. Occorre capire se, dopo il secondo risultato negativo, abbia modificato qualcosa. Basandosi sul presente: 5.5.

