Non sono solito omaggiare con pezzi le personalità che purtroppo ci lasciano. Cos’è il mio blog confronto alle grandi testate che parlano della vita di questi uomini?! Sarebbe un’inutile ripetizione mal riuscita rispetto a chi è più capace. Ci sono individui, però, che, per i più svariati motivi, hanno lasciato un segno indelebile dentro di me. Uno di questi è Totò Schillaci. Purtroppo non ricordo Italia 90. Ero troppo piccino, ma l’ho rivissuta in mille e più modi. Salvatore è tornato e ritornato nella mia vita in diverse occasioni. Come non ricordarsi un noto film del trio Aldo, Giovanni e Giacomo che lo citava in modo piuttosto simpatico e molto irriverente?! L’ultima occasioni in cui l’ho visto è rappresentata da un celebre programma televisivo a cui ha partecipato come concorrente. Lì gli erano richiesti una forza fisica e psicologica abbastanza importanti, per quanto si può domandare all’interno di un format fatto per i media. Non essendone a conoscenza, non riuscivo certo a immaginare la malattia che l’avrebbe spento soltanto un anno dopo. Appariva pieno di vita e invece… A soli 59 anni ci lascia portando con sé un immaginario molto ampio che è il sogno di tanti bambini.
Totò Schillaci nasce a Palermo il primo dicembre 1964. Cresce in un quartiere popolare della città di cui raccoglie l’anima e l’essenza. Nel 1982 si trasferisce a Messina. La squadra militava in serie C2. Qui conosce Franco Scoglio, uno degli allenatori più importanti della sua carriera. Con i siciliani, di cui sarà capitano, Salvatore conquista due promozioni e arriva sino alla cadetteria andando sempre in doppia cifra. Il suo pane quotidiano è il gol. Come ogni bomber d’area che si rispetti, vive per gonfiare la rete e lo fa in ogni modo possibile e immaginabile. Non cerca la giocata a tutti i costi, l’importante è che la sfera varchi la linea nella più machiavellica maniera. Con l’arrivo di Zeman, Totò conquista la classifica cannonieri di serie B segnando ben 23 reti. Passa, quindi, alla Juventus con cui resta 3 stagioni vincendo la Coppa Uefa e la Coppa Italia prima di trasferirsi all’Inter. In bianconero si appioppa l’appellativo di Totò-gol perché praticamente ogni volta che subentra segna. La stessa cosa accadrà a Italia 90, il palcoscenico che l’ha reso un’icona del calcio nostrano. Il giocatore che accetta la panchina e sa che ogni minuto a disposizione è prezioso per far esultare i suoi tifosi. Lo farà contro l’Austria, senza ripetere la magia con gli Stati Uniti, prima di conquistare il posto da titolare e realizzare altri 5 gol, uno per partita. E’ stato l’autentico eroe delle Notti Magiche cantate da Nannini e Bennato. Schillaci chiude la sua carriera in Giappone essendo uno dei precursori della corsa al calcio esotico. La sua vita è ricca di esperienze anche dopo il calcio con la partecipazione a più reality show televisivi, mostrandosi sempre un personaggio unico nella sua simpatia, ma anche a film. Totò ha avuto modo di essere pure all’interno della realtà politica della sua Città venendo eletto consigliere comunale.

