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Caso Barcellona: che fine farà questo glorioso club?

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Siete mai stati a Barcellona? La Sagrada Famiglia, Parco Guell, la Rambla non vi dicono nulla? La Città è qualcosa di assolutamente meraviglioso. E’ gigantesca e rispecchia la grandezza di un popolo. Parlo dei catalani che hanno innalzato tale agglomerato a capitale del loro territorio. Sovente ci si lamenta delle divisioni territoriali interne al Nostro Paese, ma forse non si immagina neanche quale sia la situazione di altri luoghi proprio come la Spagna. La Catalogna non rappresenta l’unico moto d’indipendenza interno a quello Stato. Anche i baschi spingono per distaccarsi da Madrid. Purtroppo, però, ultimamente si è assistito a rappresaglie e ferite grandi proprio nella magnifica Barcellona con scontri e guerriglie urbane.

Questo sentimento di avversione si trasferisce spesso anche nel mondo del calcio con i blaugrana che sono un autentico simbolo della loro terra. Da Rjikard a Luis Enrique, passando per Guardiola, ultimamente, il Barca ha spesso festeggiato e alzato trofei in faccia a quella che è la compagine più gloriosa del mondo: il Real Madrid. Già il nome è abbastanza palese. Si tratta della squadra rappresentante della famiglia reale ispanica con una corona nel logo. Più chiaro di così… Stare davanti, o alla pari, con i Galacticos è stata impresa riuscita per anni e che, forse, ha leggermente offuscato la differenza storica tra le due realtà. Per esserne consapevoli, basti osservare il numero di Champions League vinte nella storia dei due club. I Blancos ne hanno alzate 14, i rossoblu “solo” 5. Ciò non vuole rappresentare il Barca come una compagine di secondo piano. Tutt’altro. E’ una delle squadre più forti del mondo, ma la corso con il Madrid non può reggerla nessuno.

Così la società ha finito per schiantarsi. La gloria del Camp Nou, visitabile come un alterino quando ci si reca in Catalogna, sta rischiando di cadere completamente a pezzi. La situazione economica in cui si trova la società guidata da Laporta è disastrosa tanto da richiedere anticipi di pagamenti all’Uefa sulle prossime edizioni di Champions a cui il Barca non è nemmeno sicuro di partecipare. Evidentemente è necessario qualificarsi. Non è un caso se i blaugrana sono una delle tre realtà rimaste all’interno del progetto Superlega. Stanno cercando ogni mezzo possibile per salvaguardare quello che è un patrimonio calcistico e culturale ispanico. L’ultimo dei paradossi è il calciomercato con Kessié, Christensen, Lewandowski, Kounde, Rapinha, Dembele, Sergi Roberto e Gavi. Sono i nuovi arrivati o chi doveva rinnovare il suo contratto e non è tesserabile finché non vi siano uscite adeguate. Si parla di bilancio e di stipendi troppo pesanti. Ha tutto dell’incredibile perché il club blaugrana è ancora molto ambito. Non è un caso se l’ex attaccante del Bayern ha fatto carte false per esserne parte o De Jong non ne voglia sapere di andarsene. Stando alla Gazzetta dello Sport, Kessie e Christensen potrebbero liberarsi grazie a una clausola dei loro contratti, ma attendo l’evolversi della situazione pur di restare.

Sono davvero molto curioso di capire come terminerà questa incredibile vicenda il cui finale è impronosticabile. Credo, in ogni caso, che si troverà il modo di tenere attaccata la spina e, trascorso un momento di estrema difficoltà, il Barcellona tornerà a competere con chi, invece, non si ferma mai. Non a caso è chiamato Galacticos. Praticamente un extraterrestre.

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