Alla Juventus conviene cambiare l’allenatore? E’ questa la domanda che si stanno ponendo in parecchi tifosi bianconeri durante la sosta per le nazionali. Il quesito non è solamente nei supporter, ma pure negli addetti ai lavori, tra giornalisti e mondo media, ma soprattutto all’interno della società. Cosa fare? In questi giorni è in programma un CDA straordinario che dovrebbe sancire un altro pesante rosso nel bilancio bianconero e, stando a Sportmediaset, potrebbe pure stabilire il futuro di Massimiliano Allegri.
Cosa conviene fare? E’ una domanda complessa. Sicuramente i risultati parlano chiaro. Così non si può andare avanti e, in un mondo ideale, il bilancio della scorsa stagione sommato all’inizio di quella attuale spingerebbe per una cacciata del tecnico. Non vi sono tanti dubbi nemmeno dal punto di vista del gioco. Tutti hanno assistito alle prestazioni della Juve con un mister forse ormai troppo fossilizzato su un’idea che potrebbe pure considerarsi giusta, ma eccessivamente perseguita, tanto da apparire un’ossessione. “Il fine giustifica i mezzi” diceva Macchiavelli e sembra che Allegri lo prenda alla lettera, ma occorrerebbe accettare che, a volte, si possono seguire pure altre strade. Qualcuno insinua che la squadra non è più con lui e lo spogliatoio è diviso dal tecnico. Non posso saperlo. Non sono all’interno del gruppo.
Cosa spinge, invece, al suo mantenimento sulla panchina piemontese? Prima di tutto una questione di costi. Il toscano è legato alla Vecchia Signora da un quadriennale che prevede 8 milioni circa di stipendio annui. Cacciarlo significherebbe pagarli mettendo a libro paga un altro uomo. La boutade di Arrivabene prima del match contro il Benfica potrebbe avere un fondo di verità. L’unica via per scampare a questa mannaia sarebbe scegliere Paolo Montero. Convince? Beh… Sicuramente nel carisma e nella famosa “pigna”. Ma il rischio è quello di rivivere un Pirlo bis. Non sarebbe proprio l’ideale. E poi? Bisogna essere sinceri: più che in Allegri, le colpe sono da ricercare in una società. Pare scollegata rispetto alla squadra. A volte sembra che questa sia un po’ lasciata alla deriva con una dirigenza attenta a far rientrare i conti e a battagliare politicamente per le riforme del calcio. E’ sicuramente importante, ma occorre anche pensare all’oggi che è un disastro.

