Scroll Top

Il calcio italiano sta tornando

italia

Al di là di facili scaramanzie, mi sento di dire che il calcio italiano è tornato. Almeno questo. Non pretendo di affermare che sia dominante o vincente, ma quantomeno si può serenamente sostenere che sia rientrato tra i big. Dopo un momento difficilissimo in cui, al di là della Champions vinta dall’Inter nel 2010, era in grande patimento, il nostro pallone risbatte i pugni sul tavolo. Era dal 2007 che non macinavamo con tale continuità. Da cosa si può dedurre? Beh… Non è solo l’Europeo itinerante trionfale. Non è esclusivamente l’attuale campagna internazionale, per ora, positiva di quasi tutti i nostri club. Una rondine non fa primavera, ma la somma dei fattori inizia ad assumere una certa importanza.

Già detto dell’Europeo conquistato nel 2021 con una nazionale davvero devastante che, però, non è riuscita a raggiungere il pass per il Mondiale. Male, anzi malissimo, ma è più un caso che una concreta difficoltà del movimento e ciò è dimostrato dalla doppia Final Four centrata in Nations League. Non è solo la squadra di Mancini, però, a strappare sorrisi tricolori perché anche i club fanno la loro parte. Se la Juve è uscita male agli ottavi di Champions contro il Villareal, l’Inter di Inzaghi è stata eliminata allo stesso turno, ma vincendo ad Anfield sul campo del Liverpool finalista. In Europa League non è stato un gran successo, ma la Roma ha vinto la prima Conference League della storia. E oggi? Beh… non voglio gufare. Inter e Napoli sono già agli ottavi della Coppa dalla grandi orecchie. Al Milan basta un pareggio in casa contro il Salisburgo. La Lazio è già agli ottavi di EL, mentre la Roma se li giocherà all’ultimo turno con la possibilità comunque di retrocedere in Conference. La Fiorentina vola nella medesima competizione.

Ma cosa ha creato questo cambiamento? E’ semplice. Sono stati trovati i giocatori giusti perché gli allenatori c’erano già e lo dimostrano i nostri all’estero. Ancelotti e Conte, solo per citarne alcuni, sono nomi ambiti in tutta Europa. Se si considera il Napoli, si pensa a un campione come Kvarashelia, strappato alla concorrenza internazionale senza spendere vagonate di denaro. Lo stesso si può dire per Osimhen. La profondità della rosa azzurra fa letteralmente spavento. Penso, però, anche alla Roma di Zaniolo, Tammy e Dybala oltre a Pellegrini. Ma c’è pure l’Inter, la Juve crescerà, il Milan è lì. Insomma, tanta roba. Stiamo tornando.

Privacy Preferences
When you visit our website, it may store information through your browser from specific services, usually in form of cookies. Here you can change your privacy preferences. Please note that blocking some types of cookies may impact your experience on our website and the services we offer.