Mentre la serie A prosegue la sua corsa verso la fine della stagione e ogni posizione di classifica, per gli obiettivi importanti, pare praticamente segnata, tiene banco il rinnovamento del calcio italiano con la speranza che sia la volta buona. Si è già trattato in un post precedente del discorso relativo alle giovanili e di un’idea per migliorare la base, cioè la squadra. Esiste, però, anche un vertice che conta ed è fondamentale sia per la compagine stessa che per il calcio italiano in generale. Il riferimento è al Presidente della Figc, ma pure al commissario tecnico.
PRESIDENTE FIGC
In un post scrissi che Andrea Agnelli mi pareva la figura ideale. Era chiaramente una provocazione perché la candidatura dell’ex juventino nemmeno si palesa, ma resto della mia idea. Lui sarebbe l’uomo giusto in quanto, già 10 anni fa, aveva compreso molti dei problemi che affliggono il nostro pallone e aveva la visione per risolverli. I nomi più quotati, però, sono altri. Ormai pare che sarà una “battaglia” tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete.
Il programma del primo non è ancora ben noto, ma è “l’uomo della Lega Serie A”. Il curriculum parla per lui. E’ stato colui che ha fatto grande lo sport italiano ora nelle mani di Buonfiglio. Con lui alla guida del Coni, il tricolore è tornato a brillare. Rappresenterebbe la novità e forse anche il distacco rispetto al recente passato. Proprio per questi motivi, con una sana alternanza al governo, forse è la soluzione migliore. Abete, invece, è il trait d’union tra Gravina e il futuro. E’ l’uomo delle “altre leghe” e sa cosa significhi essere presidente federale avendo già occupato quella poltrona fino al 2014.
QUESTIONE CT
E’ difficile stabilire chi sarà il nuovo ct se manca il presidente federale che è la figura preposta a sceglierlo. In ogni caso, pure qui, sembra una corsa a due. I nimi più gettonati sono quelli di Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Entrambe sono figure di grande esperienza e sembra assolutamente corretto.
Il pugliese ha già guidato la nazionale quindi parrebbe una sorta di “minestra riscaldata”. E’, però, la figura ideale per questo ruolo in quanto l’Italia ha necessità di un uomo che sappia trasmettere sia i valori della nazionale che la capacità di vincere. Conte ha dimostrato di avere entrambe le qualità. E’ un “istant coach” cioè arriva e trionfa. Non ha una sfrenata necessità del lavoro quotidiano sul campo, qualità che è in comune con Max. Il toscano rappresenterebbe la novità, ma la capacità emotiva immediata del leccese è ciò che serve per ripartire e chi meglio di lui sa aprire i cicli?! Basti vedere che sotto la sua egida è partito sia quello juventino dei nove scudetti, che quello del Chelsea, capace di vincere EL e Champions, e infine l’attuale interista. Antonio potrebbe risolvere i problemi del presente e Massimiliano raccogliere i frutti del futuro. Scena già vista, no?

