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Calendario Juventus: bianconeri sotto accusa, ma con lo Scudetto nel mirino

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Nel 2023-2024, la Juventus non disputerà le coppe europee e questa è ormai una notizia arcinota. I bianconeri pagano così il “caso plusvalenze” e quello relativo agli stipendi. Quella è la condanna maxima e definitiva che i sabaudi patiranno dal punto di vista sportivo. La pena, infatti, va a riassumere anche la situazione italiana in quanto il settimo posto avrebbe garantito la Conference League. Oltre a ciò, chiaramente, occorre considerare pure la lauta multa: 10 milioni di euro da pagare immediatamente e altri 10 “sospesi”. A questi si sommano i mancati guadagni per la Champions conquistata sul campo che ammontano intorno all’ottantina di milioni.

Appena uscita la sentenza, sulla pagina Facebook di questo blog, parlai di “vittoria” della Vecchia Signora e ribadisco il concetto. E’ vero che i bianconeri devono rinunciare a circa 90 milioni di euro e alle coppe, ma il pericolo era molto maggiore. Da dicembre 2022, infatti, ho notato una campagna mediatica tesa a pronosticare un destino molto peggiore. Solo dopo il patteggiamento, avvenuto all’inizio dello scorso giugno, l’aria è tornata a essere respirabile e si è percepito quale sarebbe stato il reale destino della Juve. Insomma, per tanti, sarebbe potuta andare molto peggio persino con la retrocessione in serie B e un’esclusione dall’Europa pluriennale. Dalle parti della Continassa, nonostante i comunicati, penso si possa essere piuttosto soddisfatti.

L’ultima deduzione deriva pure dalla vicenda Superlega che pare legata a doppia mandata con il resto. Non voglio sostenere la tesi della vendetta “ceferina” nei confronti, forse, del più vulnerabile del trio degli “irriducibili”. Non è di certo così, ma la Juventus ha iniziato la procedura per uscire dalla società che vuole costituire il torneo. Ciò senza considerare che Andrea Agnelli, uno dei principali fautori della kermesse mai nata, non è più il Presidente bianconero e tutto il CDA si è dimesso con lui. L’avvocato sloveno ha ottenuto, in questo senso, una discreta vittoria e manca ancora la Corte di Giustizia Europea che, molto probabilmente, confermerà il parere dell’avvocatura giunto nel 2022 affermando la mancata posizione di monopolio dell’Uefa e suonando così un duro colpo alla Superlega. La speranza è che non ne derivino battaglie bloccanti per il sistema.

Tornando ai bianconeri, le critiche dei media non sono terminate perché, ora che le vicende extracampo paiono sistemate, si è tornati a contestare una stagione sportivamente nefasta come la scorsa. Ma si è sicuri di essere nel giusto o si è acciecati da un settimo posto che è solo sulla carta? Mi schiero dalla parte di Allegri, principale bersaglio dei mezzi di comunicazione. La sua Juve, sul campo, è arrivata terza davanti alla finalista di Champions League, l’osannata Inter. Lo ha fatto nonostante navigasse nella tempesta con un destino super incerto e i risultati che, a volte, apparivano persino inutili. Il rischio di sbandare e mandare tutto all’aria era concreto. In tanti, penso, ci sarebbero cascati. E’ giunto fino alla semifinale di Europa League e lo stesso vale per la Coppa Italia. Se questa è un’annata negativa…

Ora il bersaglio è anche il calciomercato con l’immobilismo di Giuntoli. E per citare i Pinguini Tattici Nucleari, “un po’ mi fa ridere“. Le altre stanno cambiando completamente pelle, la Juve si conferma perché dovrà disputare solo il campionato e non necessiterà di miriadi di giocatori per scendere in campo una volta ogni sette giorni. Il miglior direttore sportivo della serie A è stato strappato ai campioni d’Italia e le critiche che sta subendo anche per la gestione economica di certe uscite paiono piuttosto assurde. Kulusevski, ceduto da Manna perché Giuntoli non aveva ancora firmato, ha portato nelle casse torinesi una trentina di milioni. Zakaria, affare in dirittura d’arrivo con il Monaco, ne metterà a disposizione altri 20. Dieci giungeranno dalla partenza di De Winter che sembra destinato al Genoa. Questi, però, saranno da conteggiarsi la prossima estate se il Grifone si salverà e sarà costretto a riscattare l’olandese. E’ vero che Arthur è andato alla Fiorentina senza portare beneficio alle casse bianconere se non, forse, il risparmio di parte dell’ingaggio, ma non era facile racimolare 50 milioni che sono circa il 60percento delle perdite subite per i danni provocati dalle vicenda extracampo.

Credo che se la Juventus trasformerà in rabbia ciò che le è accaduto e le sta succedendo, potrà poi prendersi una bella rivincita anche perché giocherà con l’enorme vantaggio di non spremere energie per le coppe europee. Allegri ha ragione quando afferma che è sempre meglio giocarle, ma non può negare che la mancata partecipazione rappresenti un vantaggio in termini di stanchezza psicofisica. La parola Scudetto, per ora, resta un tabù, ma lo è più che altro alla Continassa.

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