“The laste dance“. Per Leo Messi si tratta dell’ultimo ballo e probabilmente non solo per lui. Il Pallone d’Oro appena assegnato somiglia molto al canto del cigno di un’intera generazione che ha fatto sognare sfornando probabilmente il meglio della storia di questo magnifico gioco. Il riferimento è allo stesso argentino, ma pure a Cristiano Ronaldo passando per Lewandowski, Modric e Benzema. I magici anni ’80. Sono tutti campioni nati lungo quel periodo di tempo che ha regalato glorie infiniti. Anche per loro, però, il tempo si è chiuso.
Su quest’ultimo Pallone d’Oro si è polemizzato tanto. Messi o Haaland? Il dibattito è aperto. Il fronte del sudamericano sostiene che Leo abbia condotto l’Argentina al Mondiale come un grande generale che porta i suoi uomini ogni oltre possibile limite consegnando al suo Re un grande impero. Non ha avuto una stagione superba, ma tale obiettivo raggiunto è troppo importante. Il norvegese, invece, ha centrato il triplete segnando ben 52 reti. Una marea. Sono anche io dell’idea, però, che Messi meriti tale ennesimo riconoscimento perché raggiungere un risultato così importante, da capitano, proprio quando tutti gli rinfacciavano una simile mancanza, è qualcosa di eccezionale.
Earling avrà sicuramente altre chance perché lui, Mbappé e Bellingham paiono rappresentare il futuro. Questi sono i 3 calciatori che potrebbero essere i prossimi detentori del titolo. I primi due si assomigliano, ma non completamente. Giocano nella medesima posizione: prima punta. Entrambi sono molto tecnici e dotati di un tiro micidiale. Hanno un senso del gol innato e in area sono delle aspirapolveri. Il francese, però, fa della rapidità e dello scatto un’arma micidiale. Il collega del City, invece, ha uno strapotere fisico devastante e sul gioco aereo è imbattibile. Bellingham è un trequartista moderno. E’ dotato di aerobica e il suo corpo lo conduce a essere una specie di “carro armato”. Ricorda, con le dovute proporzioni, Boateng e Vidal. Nonostante questo, ha immensa qualità e segna caterve di reti. Ha un’intelligenza tattica straordinaria e una capacità d’ambientamento ottimale. Non ha praticamente patito il passaggio al Real Madrid. A loro si potrebbe aggiungere una “vecchia volpe” come Kane. Il suo trasferimento al Bayern gli dona un colpo in canna non indifferente e l’Europeo è alla portata.

