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Calendario Champions League: perché le grandi sono in crisi?

Ancelotti

La Caduta dei Giganti” scriveva Ken Follet riferendosi ai grandi dittatori del 900 che tenevano imprigionata l’Europa. Oggi, nel calcio, stiamo vivendo una situazione simile? Sono circa 15 anni che il dominio di alcune squadre dei campionati ispanico-inglese, con l’inserimento alternato del Bayern Monaco, stanno tenendo in scacco la Champions League. Real Madrid, Barcellona, Liverpool, Manchester City, la coppa finisce sempre a quelle latitudini. Nell’attuale annata, però, non hanno iniziato bene. Il malessere non coinvolge solo loro, ma pure compagini come Psg e Atletico Madrid che solitamente giungono sino alla fine della competizione. Esclusi i Reds, che veleggiano a punteggio pieno, e i blaugrana che hanno 9 punti e se la cavano, le altre vivono parecchie difficoltà. Il City ha 7 lunghezze su 4 gare, i Galacticos 6, i Colchoneros 6 e il Psg addiruttura 4.

Qual è il motivo? In realtà, per rispondere servirebbe analizzare i problemi di ogni club perché, per esempio, il Real Madrid non è riuscito a rianimarsi dopo l’addio di Kross e il naturale calo fisico di Modric, sempre più vicino ai quarant’anni. Quando viene a mancare il fulcro della mediana, tutto diventa mooolto più complicato. Il centrocampo è il motore della squadra. Alcuni media parlano del possibile esonero di Ancelotti e pure quello non è sintomo di serenità. Luis Enrique, invece, sta cercando di risistemare un Psg che ha perso Mbappé, la luce che illuminava la compagnia. Si potrebbe proseguire anche per altre… C’è, però, un fattore che accumuna tutte, o quasi. Si tratta della volontà di giungere al finale di stagione più freschi e preparati.

Il format dimostra che “uccidere il girone” non è fondamentale. E’ chiaro che scongiurare i playoff sarebbe molto importante in quanto consente di evitare il rischio e pure due partite complicate in più, ma i turni a eliminazione diretta possono nascondere delle insidie anche se si è testa di serie. Lì si riparte da zero. Con il nuovo regolamento, le gare da giocare sono maggiori rispetto al passato. Questo garantisce anche più chance di passare al turno successivo. Per “salvare la pellaccia” basta giungere tra le prime 24 di 36. Significa totalizzare 11 punti, ma ne dovrebbero bastare persino 10. Significa che, per esempio, il Real si potrebbe salvare persino con soli pareggi nelle gare che mancano. E’ preferibile non stravincere oggi per giungere con il fiato corto domani. Questo vale in particolare per chi dovrà disputare il Mondiale per Club che sarà a 32 compagini e vedrà allungare la stagione di un mese e mezzo. Insomma, si starà in ballo sino alla metà di luglio considerando pure i vari impegni delle nazionali che, in Europa, significano Nations League o qualificazione al Mondiale. Si può dire, quindi, che stiamo ancora vivendo una specie di preseason prolungata che potrebbe finire dopo l’imminente sosta per le nazionali e in concomitanza con il mese di dicembre che, tra l’altro, in molti campionati non vedrà più la classica sosta natalizia.

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