Skip to main content Scroll Top

Calendario serie A: come si riparte squadra per squadra

thiago motta

Si è soliti dire: “Ti amo, campionato“. Dopo la sosta per le Nazionali, la serie A è pronta al suo ritorno in pompa magna. Lo farà nel prossimo weekend e non si fermerà più sino al mese di marzo quando sono in programmi i quarti di finale della Nations League. Non ci si stopperà nemmeno per le festività natalizie. Inizia, quindi, un tour de force davvero importante in cui sicuramente saranno indirizzate le sorti del torneo. In un certo senso, con l’inverno climatico che  il primo dicembre, partirà la stagione. Sinora si è vissuta una sorta di infinito preambolo durato 3 mesi in cui le squadre si sono rodate e hanno compreso quali siano reali obiettivi e necessità per raggiungerli. Da ora si farà sul serio. Come stanno le compagini di serie A?

VENEZIA

Il Venezia occupa l’ultima posizione in classifica con 8 punti in 12 giornate. E’ partita per salvarsi e pare che dovrà lottare sino in fondo per questo target. Di Francesco è davvero molto sfortunato perché sembra sempre che alle sue squadre vada tutto male. Il tecnico è bravo e preparato. L’ha dimostrato sulla panchina del Sassuolo, ma pure su quella della Roma e del Frosinone. La rosa non è certamente delle più fornite e per raggiungere la permanenza in massima serie potrebbe essere necessario qualche intervento durante il calciomercato di gennaio, altrimenti il compito è molto arduo.

MONZA

Come i veneti, il Monza ha conquistato 8 punti nelle prime 12 giornate. Sono un bottino molto scarno. I biancorossi hanno iniziato l’annata con l’obiettivo di non abbandonare la categoria. I cambiamenti rispetto al passato, infatti, sono stati parecchi. L’addio di Berlusconi, nel 2023, ha lasciato una squadra orfana della sua principale guida. Quasi tutto pare essere nelle mani di Galliani che sono certamente solide e preparate ma, con la partenza di Palladino, la situazione si è complicata ulteriormente. Nesta è un debuttante in serie A e non conosce nemmeno a menadito l’ambiente monzese. Gli è stata affidata la panchina per le buone capacità dimostrate con i giovani durante la sua permanenza alla Reggiana, dove ha raggiunto una tranquilla salvezza in serie B. Come se non bastasse, è partita anche la stella, Colpani. Insomma, l’idea è quella di un Monza che ha perso il suo centro di gravità permanente e sta cercando di ricostruirlo ponendo Daniel Maldini nel nucleo. Sarà un’annata molto complessa e, per centrare il treno salvezza, servirà un’impresa.

LECCE

Il Lecce è partito al di sotto di ogni aspettativa. Ha totalizzato 9 punti di 12 partite. Sono pochi e si trova in zona retrocessione. I giallorossi hanno provato a correre ai ripari esonerando Gotti che sarà sostituito da Giampaolo. Non che quest’ultimo sia sinonimo di garanzia, ma è risaputo che, quando le cose non vanno bene, l’allenatore è giustamente il primo a farne le spese. Anche il Lecce ha perso giocatori importanti come Pongracic e Piccoli, ma sembrava averli sostituiti con atleti di buon spessore. L’idea è quella di una macchina ingolfata. Per questo, la scossa del cambio in panchina potrebbe risultare importante. I pugliesi hanno le carte in regola per regalarsi la permanenza in serie A.

GENOA

Che fatica! Quando si pensa all’annata del Genoa, queste sono le prime parole che vengono in mente. Il Grifone ha perso Retegui e Gudmunsson proprio alla fine del calciomercato e non è riuscito a sostituirli. Per questo, è arrivato Balotelli, svincolato, a stagione in corso. Mario avrà comunque bisogno di tempo per recuperare il ritmo partita e poter dire la sua. Gilardino, che stava facendo il possibile con 10 punti in 12 gare e una quartultima piazza, è stato esonerato. Al suo posto è stato scelto Vieira, il cui rapporto con Balotelli non è proprio dei migliori. Il punto interrogativo sul francese è alquanto importante. I liguri sono una compagine che necessita di tempo e lavoro per risistemare la faccenda, ma ha il potenziale per salvarsi.

CAGLIARI

A parti merito con il Genoa, 10 punti in 12 partite, ecco il Cagliari. Nicola sta compiendo un lavoro egregio per molteplici motivi. Il primo è la rosa non egregia. A ciò si aggiunge il fatto che sostituire un’istituzione come Ranieri, soprattutto nel capoluogo sardo, è tutt’altro che banale. Occorre sottolineare pure i due pareggi ottenuti allo Stadium contro la Juve e casalingo con il Milan. Sono l’emblema della resilienza, caratteristica che appartiene totalmente al mister piemontese e alle sue squadre. Salvarsi non sarà impresa semplice, ma finora il voto è alto.

COMO

Come si suol dire, “il Como sta facendo il suo“. I lariani vivono una stagione sulla soglia della sufficienza e che viaggia in linea con le aspettative. Tornare in serie A dopo circa 20 anni non è semplice per nessuno. Occorre riadattarsi alla categoria e, nonostante la rosa importante, un inizio complicato avrebbe potuto essere messo in conto. Così è stato. I 10 punti totalizzati sino a ora consentono ai biancoblu di galleggiare sopra il limite. Fabregas sta dimostrando di sapere il fatto suo anche nella massima categoria. E’ molto bravo a lavorare con un mix di giovani promesse e “vecchie glorie”. Non è mai compito scontato. Sicuramente la sua personalità e il suo cv di calciatore lo aiutano. I lombardi hanno pure una società forte. Non dovrebbero avere enormi difficoltà nel raggiungere il loro obiettivo.

HELLAS VERONA

Con i suoi 12 punti, il Verona sta andando oltre le aspettative. La fiducia in Paolo Zanetti non era delle più elevate. Il tecnico non ha mai avuto grande fortuna in serie A. Come quasi in ogni edizione di calciomercato, la squadra viene rivoltata come un calzino e perde i suoi talenti più pregiati. Nonostante tutto, i machiavellici veneti riescono sempre a centrare l’obiettivo. E’ una prerogativa di Setti che da lungo tempo è in grado di evitare la retrocessione dei suoi e credo possa riuscirvi ancora. Anche senza un gioco spettacolare e pure senza nomi altisonanti, con l’aiuto del “Bentegodi”, il target è alla portata.

PARMA

Per il Parma si potrebbe eseguire un copia-incolla di quanto scritto per il Como. I gialloblu hanno 12 punti maturati grazie a risultati importanti anche con le big. I ducali sono stati in grado di battere il Milan al “Tardini” e di pareggiare in casa della Juve. E’ chiaro che, in questo momento dell’annata, una vittoria o una sconfitta possono essere determinanti per scalare o perdere più posizioni in graduatoria. Il successo ottenuto a Venezia dagli uomini di Pecchia prima della sosta, in quest’ottica, è divenuto fondamentale per allontanarli dalla zona retrocessione. Dopo 2 promozioni consecutive, il mister meritatamente si sta giocando questa opportunità e lo sta facendo piuttosto bene. Bonny, grande bomber della serie B, sta funzionando anche in A. Il Parma ha concrete chance di salvezza.

ROMA

Parlare della stagione della Roma è molto semplice e lo fanno in tanti. La squadra non è devastante e ha 13 punti in 12 match. Ci sono parecchi giocatori che paiono verso fine corsa: Hummels, Cristante, Paredes, Dybala… e altri che non sembrano espressione di troppo talento: Celik, Angelinho… Ranieri è il terzo allenatore della stagione, ma potrebbe essere finalmente l’uomo ideale. De Rossi aveva la “romanità”, ma peccava nell’esperienza. Claudio ha tutte queste doti oltre al sapersi adattare alle moderne esigenze e lo ha dimostrato nella recente avventura a Cagliari, ricca di ottimi risultati. Non ci può attendere chissà quali obiettivi ma, come giustamente sottolineato dal nuovo tecnico, è azzeccato andare avanti passo dopo passo e non precludersi nulla. Le 13 lunghezze attuali devono essere un punto di partenza.

TORINO

La stagione del Torino si può dividere in due parti. Quella iniziale è stata parecchio positiva e ha regalato ai granata anche il sogno del primo posto in classifica. Lì è arrivata la maggior parte dei 14 punti. L’infortunio di Zapata ha fatto da spartiacque e sembra si sia perso il baricentro. Il Toro necessiterà soltanto il tempo per riassestarsi o, nella passata stagione, il lavoro di Juric era stato straordinario e adesso le difficoltà sono emerse? Questa è la domanda a cui rispenderà il prossimo futuro.

EMPOLI

Con i suoi 15 punti in 12 giornate, l’Empoli sta vivendo una stagione stellare e fuori da ogni aspettativa. Si poteva immaginare che una squadra spaventata dalla salvezza ottenuta all’ultimo turno iniziasse il campionato con una fame formidabile e così è stato. Lo stesso si può dire per D’Aversa che, dopo l’esperienza leccese non troppo brillante e chiusa nel peggiore dei modi, la testata ad Henry, aveva una grande volontà di riscattarsi. Tutto sta andando per il meglio e i toscani hanno la forza per ottenere un’altra, importante salvezza. L’onda lunga descritta può durare.

UDINESE

Si possono affermare gli stessi concetti sottolineati per l’Empoli. L’Udinese ha conquistato 16 punti in 12 giornate e non ha certo voglia di fermarsi. Runjaic rappresenta una piacevole sorpresa. Con la sua pacatezza, la sua signorilità e le sue conoscenze ha convinto il gruppo che ne segue i dettami. I risultati sono visibili a tutti. La rosa ha perso Samardzic, ma sembra non risentirne. Anzi… La salvezza è assolutamente alla portata.

BOLOGNA

Il Bologna ha totalizzato 18 punti in 11 giornate. Deve recuperare il match casalingo non disputato contro il Milan a causa dell’alluvione che ha recentemente colpito l’Emilia. Se non vi fosse stata la splendida parentesi della trascorsa stagione, si direbbe che questa sarebbe ottima. A oggi si può sostenere che un inizio complesso era prevedibile. Dopo l’exploit di un anno fa, l’onda d’urto è grande e non è semplice ambientarsi anche alle due competizioni per una squadra che non le affronta da decenni. A ciò si aggiunge Italiano. Il mister necessita di tempo poi regala parecchie gioie ai suoi tifosi. E’ accaduto sia a La Spezia che a Firenze. Perché non si dovrebbe ripetere in Emilia? Le partenze di Calafiori e Zirkzee, così come l’assenza di Ferguson, si sono fatte sentire, ma ultimamente l’allenatore pare stia trovando la quadra. Al momento, i felsinei paiono in un limbo. Non si comprende se possono davvero ripetersi, o comunque entrare nella lotta per l’Europa, oppure raggiungere una salvezza molto serena. In questo periodo si avranno le risposte.

MILAN

Il Milan ha raccolto 18 punti in 11 giornate. Come detto per il Bologna, deve recuperare la partita proprio contro i felsinei. La stagione dei rossoneri è molto difficile da decifrare, ma si potrebbe pensare che la squadra non abbia la forza mentale per disputare tre tornei su un ottimo livello. Gli exploit con le vittorie centrate nel derby e al “Bernabeu” sul Real Madrid dimostrano il valore della rosa. Altre gare contro compagini meno blasonate e non finite nel migliore dei modi, invece, sono maggiormente inspiegabili. Fonseca sembra aver aggiustato alcune “crepe” che nello spogliatoio erano latenti. La questione è relativa a Leao. Ora dovrà fare lo stesso con Theo e con il sopracitato problema. Questo per raggiungere l’equilibrio mancante. Se fossi nella Juve, però, visto l’andazzo avrei molta paura per la sfida odierna.

JUVENTUS

La Juventus ha racimolato 24 punti in 12 giornate. I bianconeri non hanno mai perso. Il problema è la “pareggite”. Sono 6 risultati dal segno X e altrettanti successi. Sembra sempre mancare il definitivo salto di qualità, ma Motta vive con la costante tegola degli infortuni che gli piomba sul capo. E’ difficile lavorare sempre con pochi uomini a disposizione. Il tecnico è già abile a mantenere ordine ed equilibrio. Diventa molto complesso richiedere pure un passaggio ulteriore. La Vecchia Signora è aristotelicamente una potenza che fatica a divenire atto.

LAZIO

La Lazio di Baroni ha 25 punti in 12 giornate e sta facendo un campionato super. Oltre alla serie A sta vivendo anche una grande Europa League. Insomma, tanta roba, ed era tutto piuttosto inaspettato. Dopo le vicissitudini estive con l’addio rocambolesco di Tudor, la scelta del tecnico attuale è parsa necessariamente affrettata e invece… Le partenze di Luis Alberto, Felipe Andreson e Immobile sarebbero dovute pesare come macigni, tuttavia sembra abbiano rinvigorito il gruppo. Tutto funziona quasi alla perfezione e non si intravede il motivo per cui l’idillio dovrebbe terminare.

INTER

L’Inter ha raccolto 25 punti in 12 gare. E’ uno squadrone e il cammino non è troppo soddisfacente. Il confronto con la trascorsa serie A è impietoso. Con lo stesso numero di giornate giocate, i nerazzurri avevano 31 lunghezze. C’è, tuttavia, una variabile molto importante da tenere in considerazione. Per la prima volta dopo 3 anni, la squadra di Inzaghi sembra avere le carte in regola per centrare tutti gli obiettivi. Tra giugno e luglio ci sarà pure il Mondiale per Club. Occorre diluire le energie. Le sfide interne pareggiate con Juventus e Napoli sono la fotografia del valore della Beneamata. Non sono state vinte soprattutto per harakiri. Il Biscione ha la possibilità di arrivare molto lontano. In questo inizio possono pesare i pochi successi negli scontri diretti: una sola vittoria su quattro ed è noto quanto siano importanti, ma la forza della rosa interista può superare anche tale problema. E’ la favorita per il titolo.

FIORENTINA

Dopo un avvio difficile, la Fiorentina è spuntata come una rosa in primavera e ha conquistato 25 punti in 12 turni. Il valore c’è tutto. Gli acquisti estivi stanno facendo la differenza, soprattutto Kean. Era prevedibile che Palladino fosse bravo, ma sta andando ogni immaginazione. I Viola hanno un gruppo che marcia tutto nella stessa direzione ed è assolutamente compatto. Questa è la vera magia del mister perché, in certe piazze, non è mai semplice trovare l’alchimia tra tutte le componenti, compresa la Città. La Fiorentina ha tutte le carte in regola per lottare allo scopo di raggiungere un traguardo molto importante.

ATALANTA

L’andamento non troppo rapido di questa serie A sta favorendo un ingorgo nelle parti alte della classifica. In questo traffico c’è anche l’Atalanta con 25 punti in 12 giornate. La Dea ha un percorso molto simile a quello della Fiorentina. L’inizio è stato complicato, ma la velocità rallentata altrui le ha permesso di rientrare in fretta in gruppo. Ora è persino seconda. Il 4-0 patito in casa dell’Inter è parecchio pesante, ma era ancora il periodo di rodaggio. Il 3-0, invece, suonato al Napoli in casa degli azzurri è uno spartiacque. Gli uomini di Gasperini hanno assunto consapevolezza e sanno che possono permettersi di lottare per il colpo grosso. E’ difficile che il risultato arrivi, ma il mister saprà tenere tutti sull’attenti ed evitare voli pindarici.

NAPOLI

Il Napoli guida la classifica di serie A con 26 punti in 12 giornate. Era prevedibile. Antonio Conte, senza il peso delle coppe internazionali e con una squadra da rilanciare, ha sempre dato il suo meglio. E’ successo con la Juve, con il Chelsea e pure con l’Inter. Non si sarebbe compreso il motivo per cui nella città partenopea avrebbe dovuto accadere qualcosa di diverso. La rosa azzurra, infatti, è forte e fornita. Riuscirà a gestire una situazione simile. L’esempio concreto è stata l’assenza di Lobotka con Billy Gilmour che ha sostituito molto bene lo slovacco. La vittoria finale dello Scudetto non sarà semplice perché l’Inter è molto forte, ma i partenopei sono lì.

 

Privacy Preferences
When you visit our website, it may store information through your browser from specific services, usually in form of cookies. Here you can change your privacy preferences. Please note that blocking some types of cookies may impact your experience on our website and the services we offer.