Sono 6 anni che la Juventus non vince lo scudetto. Per la squadra più titolata in Italia sono troppi. In questo periodo, i bianconeri hanno portato a casa 2 Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Il bottino è davvero misero. Non si può andare avanti così. Lo dice la storia di questa gloriosa società e lo gridano a gran voce i tifosi, irriconoscibili pure loro rispetto al periodo dei 9 campionati vinti consecutivamente. In questa stagioni, si sono variate società e allenatori: da Nedved, Paratici e Arrivabene a Carnevali e Massara passando per Scanavino, Giuntoli, Comolli e Modesto. Sulla panchina si sono alternati Pirlo, Allegri, Motta, Tudor e Spalletti. Nulla è cambiato nonostante ormai la rosa sia completamente modificata rispetto al 2020.
Qual è il problema di questa squadra? Andando per esclusione, verrebbe da dire che la proprietà non è la più vincente. In effetti, è l’unica variabile rimasta intatta nel corso di tutto questo tempo e, se si guarda al lato sportivo, la gestione Elkann non è molto fortunata nemmeno in Ferrari. Già in passato il rampollo di casa Agnelli aveva guidato la Vecchia Signora e si parla della sfortunata era post Calciopoli. Poi è arrivato Andrea Agnelli che ha avuto delega praticamente totale dal cugino portando la Juve ai tronfi visti tra il 2010 e il 2020. Come si può, però, chiedere a questa proprietà di cedere una parte di loro?! Recentemente era pervenuta un’offerta che Elkann ha prontamente rifiutato. Quello che si domanda, a questo punto, è un immediato cambio di rotta.
Come? Carnevali è sicuramente un abile dirigente. Potrebbe essere quello che Agnelli è stato per Elkann e che Marotta è per Oaktree. E’ chiaro che serve tempo perché l’ex Sassuolo si è appena insediato e non può, da subito, avere pieni poteri. E’ necessario un fisiologico momento di adattamento anche se si parla di un dirigente super navigato.
Se dal punto di vista della società, la soluzione può essere questa, da quello della squadra occorre operare alcune valutazioni. Al netto della miriadi di infortuni, la rosa non è scarsa ed è pure piuttosto profonda. In ogni caso, il calciomercato è lontano quindi per ora non se ne parla. Bisogna agire con quello che si ha.
Spalletti? Ecco, qualche domanda sul tecnico va posta. Occorre sottolineare, infatti, che sul campo il toscano ha portato al peggior risultato dal 2011, stagione con Delneri in panchina e la Vecchia Signora al settimo posto. Nonostante l’estate, il calciomercato e il tempo per lavorare, l’inizio della nuova annata non è stato migliore della fine della precedente. Il problema pare essere sempre un discorso di personalità dei calciatori. Perché giocatori come David, Vlahovic e Openda lasciano la Juve e tornano improvvisamente su buoni livelli? Cosa accade all’interno dello spogliatoio? Per quale motivo, si sbagliano passaggi anche molto semplici per atleti di quel livello? Da dove derivano la frenesia e gli errori sottoporta o nell’ultimo passaggio?
La risposta è questa: Antonio Conte. Lui sarebbe l’uomo ideale in quanto è un mago nel riuscire a entrare nella testa dei giocatori resettando e azzerando ogni tipo di problematica. Visto che al momento pare non essere nei pensieri della dirigenza sabauda, anche perché esonerare Spalletti non è proprio cosa semplice e scontata, l’idea è quella che sia proprio il certaldino a dover intervenire in quel modo. La Juve sembra essere confusa. Serve serenità. Occorre che i calciatori entrino in campo senza pressioni, ma con il concetto di fare il meglio che possono uscendo, come si suole dire, con la maglia sudata e i crampi alle gambe. Per quanto riguarda, l’aspetto tattico forse è una compagine che necessita di poche idee e molto chiare. Con il tempo, i risultati potrebbero arrivare.

