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Assalto al trono dell’Inter: ecco un’ipotesi di classifica dalla 20esima alla prima

simone-inzaghi

Signore e signori è il comandante che vi parla. Allacciate le cinture di sicurezza, la serie A è pronta a ripartire e il volo sarà ricco di turbolenze! Mancano pochi giorni e, sabato 17 agosto, la massima categoria del nostro campionato prenderà il via dopo un’estate ricca di sport e di emozioni azzurre. Si giunge ai nastri di partenza con l’Inter scudettata e il lungo eco della trascorsa stagione che ancora fischia nelle orecchie. Parma, Como e Venezia saranno le novità, mentre Salernitana, Sassuolo e Frosinone hanno abbandonato il paradiso per scendere nel purgatorio cadetto. Ma come finirà il prossimo campionato? Proverò a scrivere una possibile classifica partendo dall’ultimo posto sino ad arrivare al primo. E’ chiaro che si tratta di un semplice gioco perché nemmeno Nostradamus riuscirebbe nell’impresa di centrare ogni posizione. Occorre considerare, inoltre, che il calciomercato non è ancora finito. Il gong sarà il 30 agosto a mezzanotte e gli ultimi 15 giorni potrebbero regalare botti importanti. Si valuta quindi lo status quo antibus.

VENEZIA

Il Venezia, neopromosso in serie A, ha scelto di affidare la panchina a Di Francesco. E’ una mossa che apprezzo. Il tecnico ha dimostrato a Frosinone di saperci ancora fare nonostante la sfortuna paia accanirsi contro di lui. I ciociari avrebbero forse meritato un diverso destino. Le idee ci sono. Duncan farà comodo in mediana e Oristanio dietro le punte. Il bomber Pohjanpalo è rimasto. La squadra non è malvagia, ma il livello della massima categoria si sta alzando a vista d’occhio ed è questo che, forse, a oggi frena i sogni di gloria dei veneti. Le prime uscite, tra cui la Coppa Italia, non hanno sempre regalato gioie e, se non sono definitivamente indicativi, lasciano comunque qualche segnale su quello che può essere il futuro.

MONZA

In tanti si stupiranno di questa scelta. Provo a spiegarmi. Vedo un calo costante. La morte di Silvio Berlusconi è stato il primo grande scossone, ma il Monza è riuscito a resistere all’addio del Demiurgo. La forza dei figli e di Galliani è stata indispensabile per portare i brianzoli a una seconda ottima stagione di serie A, ma quest’ultimo calciomercato pare risultare deleterio. L’addio di Palladino è stato sostituito con Nesta che, dopo la buona stagione con la Reggiana, merita una chance in serie A ed è sicuramente la figura giusta per i biancorossi. E’, però, alla prima esperienza e si trova a dover guidare una squadra con poche certezze anche perché ha lasciato pure Colpani. Il ritorno di Sensi può aiutare in quanto la coppia sulla mediana con Pessina è di livello elevato, ma pare mancare un’anima e lo sta dimostrando pure un precampionato sottotono. Arrivano “i giorni del condor” che rappresentano un grande classico delle gestioni targate Galliani, ma i guizzi del Presidente mancano come il sole in un gelido inverno. E’ molto dura.

CAGLIARI

Scegliere la terza retrocessa è davvero difficile perché nessuna, in effetti, meriterebbe un tale destino. Non vedo vittime sacrificali, ma una battaglia all’ultima palla che potrebbe diventare entusiasmante e allo stesso tempo sportivamente molto tragica. In panchina, il Cagliari ha scelto Nicola che merita finalmente un’occasione dall’inizio del torneo. Il tecnico si sposa bene con l’anima sarda, ma non mi paia rappresenti una garanzia di progettazione. La squadra ha inserito una novità per ruolo. Il piemontese ha deciso di portare Luperto in Sardegna ed è un ottimo acquisto. Nell’ipotetico 3-4-3, la fascia destra potrebbe essere occupata da Zortea che rappresenta una buona ala. Il nuovo centravanti dovrebbe essere Piccoli in arrivo da una discreta stagione a Lecce. Perché, allora, questa scelta? La motivazione sta proprio nella spietatezza dei competitor. Avrei potuto fare altri nomi in virtù di corsa salvezza assomiglia molto a una roulette russa. L’altra motivazione sta nel dubbio legato all’addio di Ranieri che potrebbe aver lasciato un vuoto difficile da colmare. Se si osserva la passata stagione, si nota come il romano sia risultato fondamentale nella corsa alla permanenza in serie A dei Quattro Mori. Mancherà un pilastro.

EMPOLI

Il precampionato e soprattutto la Coppa Italia empolese ha aperto gli occhi su una squadra che potrebbe essere considerata da molti una vittima sacrificale quando in realtà è viva. Dopo il brutto fatto di Lecce e la testata a Henry, D’Aversa ritrova una panchina e sembra approcciare con lo spirito giusto. Differentemente dal passato, Corsi non vende i suoi talenti pregiati. Cambiaghi parte, ma Fazzini, Grassi e Zwrkowski, protagonisti della recente salvezza, restano a disposizione. Viti arriva da Sassuolo e da due stagioni parecchio negative con la fame di dimostrare il suo valore. Fare a meno della leadersheep di Luperto non sarà semplice, ma quanto dimostrato sinora è di buon auspicio per un ennesimo miracolo sportivo. La squadra ha una struttura e prosegue la recente impalcatura.

VERONA

Ogni stagione indico il Verona come possibile retrocessa e tutte le volte devo fare ammenda. Non intendo, quindi, ricascare nel solito errore. Parto immediatamente dicendo che non vedo Zanetti come l’allenatore giusto. Dopo l’ottima parentesi in serie B a Venezia, le sue avventura nella massima categoria hanno sempre condotto a delusioni. La squadra ha perso pedine importanti come Folorunsho, Noslin, Henry e Cabal, ma di Serdar si parla un gran bene e, a Frosinone, Harroui ha dimostrato le sue capacità. Sulla carta, il valore della rosa è calato, ma il fuoco che ispira il “Bentegodi” è qualcosa di mistico e trascendentale. Ogni anno, l’Hellas trova la strada.

LECCE

Corvino stupisce sempre e ormai il Lecce ha preso la magnifica abitudine di sfornare talenti. Perde Pongracic che va a rinvigorire la rosa della Fiorentina, ma trova Gaspar, tutto da scoprire così come la mezzala Morente, il  regista Pierret e Marchiwinski, esterno offensivo. Gotti proseguirà il suo lavoro salentino e, pur non essendo sempre riuscito negli obiettivi, resta un allenatore che con i giallorossi ha operato molto bene. Credo nella permanenza in serie A. Sarebbe la terza salvezza consecutiva. Roba da record.

PARMA

Il Parma ritrova la massima serie dopo soli 3 anni di cadetteria. D’altronde la città ducale non è mai stata troppo bene in purgatorio. Ha necessità della gloria dei grandi e la merita. Questo per sostenere che il “Tardini” potrebbe essere un valore aggiunto decisivo. Si vocifera che il presidente Krause non sia così propenso a investimenti straordinari per la sua squadra e, in effetti, il mercato pare all’insegna del risparmio. La novità tra i pali è Suzuki, un portiere giapponese da conoscere. Valeri giunge in Emilia da svincolato, ma il ruolo di terzino sinistro parrebbe affidato proprio a lui. Per il resto, solo conferme con Pecchia che finalmente potrà approcciarsi al torneo dopo averlo già sfiorato con una promozione vissuta a Cremona.

COMO

La corsa per non retrocedere è ancora aperta. Il numero di squadre è davvero molto importante e l’impressione è quella del regno di un equilibrio molto labile in grado di cambiare giornata dopo giornata. Il Como sta facendo le cose in grande, ma è noto che la serie A non è mica semplice. Un’assenza di 20 anni è eterna e nessuno di quell’avventura lariana è più con i biancazzurri. Insomma, i lombardi sono neofiti che stanno provando ad attrezzare la squadra con tanto denaro e calciatori d’esperienza: Audero in porta, Varane in difesa, Belotti in attacco. Non sempre questo paga soprattutto se certi calciatori arrivano in una zona così bella e attrattiva d’Italia con la pancia riempita da una carriera soddisfacente. Le distrazioni non mancano. Fabregas sarà alla prima avventura da mister nella massima serie, ma su di lui si hanno maggiori garanzie. Ha già dimostrato quanto si trovi a suo agio nelle vesti di allenatore. Comporrà la spina dorsale con giocatori come Cutrone, che sicuramente ha garra e  volontà di dare al Como un roseo futuro, Dossena, Mazzitelli e Strefezza. Gli ultimi tre, per motivi diversi, possono avere un ruolo determinante. La salvezza è raggiungibile.

UDINESE

Pozzo ha praticamente promesso: mai più una sofferenza come quella passata stagione. L’Udinese deve salvarsi con maggiore tranquillità e si vuole proseguire la striscia ormai infinita di 32 stagioni in serie A. Si tratta di una delle più longeve del torneo e sicuramente la migliore tra le squadre in combutta per mantenere la categoria. Resta il dubbio chiamato Runjaic, allenatore che arriva dal Legia Varsavia con cui ha vinto la Supercoppa slovacca. Occorrerà comprendere come si adatterà al nostro calcio e a un’avventura che, con tutto il rispetto, prevede sicuramente un livello più elevato. La squadra ritrova Sanchez che pare quasi chiudere un cerchio. A 37 anni, il Nino Maravvila riparte da dove quel soprannome è divenuto il suo simbolo. La coppia d’attacco con Di Natale ha fatto sognare i friulani che, nel 2010-2011, raggiunsero la qualificazione in Champions. Quest’anno dovrebbe agire in tandem con Lucca e se riuscirà a trovare le giuste motivazioni potrebbe rappresentare un colpaccio di mercato. Per ora, Samardzic resta e di Ekkelenkamp si parla bene. A questo si aggiunge il talento di Thauvin. Le premesse per dormire sonni più tranquilli rispetto a un anno fa, in cui la salvezza arrivò all’ultimo minuto dell’ultimo turno, ci sono.

Qui si chiude la lotta salvezza per entrare in una zona di graduatoria che si trova a metà tra i sogni di gloria europei e la sfida per non retrocedere. E’ composta da un insieme di squadre che potrebbe attendersi un campionato piuttosto sereno.

GENOA

Il Genoa è una squadra ancora indecifrabile. Il motivo è legato soprattutto al calciomercato dove tiene banco il futuro di Gudmunson. Dopo aver perduto Retegui, se partisse pure l’islandese, non sarebbe semplice comprendere il reale valore di questa compagine. Martinez ha già salutato, ma è arrivato Gollini. Gilardino avrà il compito di rinvigorire un portiere sempre definito come promettente, ma autore di una carriera da cui ci si sarebbe atteso di più. Zanoli rappresenta un buon esterno di centrocampo. Il Grifone resta lì tra coloro che sono sospesi in balia di un ottimo futuro o di un destino più complicato.

TORINO

Dopo la sua miglior stagione sulla panchina sabauda, Juric ha salutato il Torino. Al suo posto arriva Vanoli che è un allenatore molto promettente, ma alla prima esperienza in serie A. Il precampionato è stato positivo e suggellato da un netto successo di Coppa Italia sul Cosenza, squadra di cadetteria. Nella passata stagione, i granata hanno sfiorato l’Europa sfruttando gli ottimi risultati delle nostre squadre a livello internazionale che hanno concesso un posto in più per le competizioni dell’annata che si appresta a partire. Ripetere quella battaglia sarà complesso e probabilmente non lo si chiede nemmeno al gruppo. Ci si attende, invece, un’ennesima stagione di tranquilla serie A con la 13esima salvezza consecutiva che è risultato prestigioso e raggiungibile. Il Toro è all’inizio di un ciclo.

Inizia, quindi, la battaglia per le posizioni europee che si tratti di Europa o Conference League con il sogno Champions nel mirino, ma difficile da raggiungere.

BOLOGNA

Attenzione al tranello perché non sarebbe la prima volta che, dopo una storica qualificazione in Champions, arriva la discesa in serie B. L’ultima società a subire il fato avverso fu la Sampdoria nel 2010-2011. Sconfitti dal Werder Brema ai preliminari, i blucerchiati incapparono in una tremenda annata chiusa al penultimo posto in classifica. Non credo sia il caso del Bologna che, oltre alla guida tecnica di Thiago Motta ben sostituito da Italiano, perde anche due cardini della magnifica cavalcata: Calafiori e Zirkzee. Ferguson rientrerà ad annata in corso da una rottura del crociato. Insomma, le premesse non sono delle migliori. Il posto del centrale partito per l’Arsenal, a oggi, potrebbe essere occupato da Erlic, retrocesso in cadetteria dopo una pessima stagione con il Sassuolo. Il centravanti, invece, dovrebbe essere Dallinga che arriva da 14 gol in 33 gare segnati in Ligue 1 con la maglia del Tolosa. I numeri non sono niente male. Con il doppio impegno e un’annata così stressante, viene difficile pensare che i felsinei possano replicare quanto mostrato nel recente trascorso. Lotteranno per entrare in coppa, ma le avversarie sono molto agguerrite e mancherà pure l’effetto sorpresa.

LAZIO

La Lazio è all’anno zero. Ha salutato Felipe Anderson, Luis Alberto e Immobile. Si tratta delle colonne di un passato nemmeno troppo recente. Era parecchio tempo che l’architrave biancazzurro si reggeva su quei muri portanti. Come reagirà? Il cambiamento è enorme perché arriva anche in panchina. Il tecnico sarà Baroni, alla prima esperienza in una big. Penso che lo scompenso si sentirà parecchio e per ritrovare “un centro di gravità permanente” potrebbe servire molto tempo. Il futuro della Lazio rischia di essere un campionato discontinuo che porta in dote una bassa posizione di classifica, ma magari buone soddisfazioni di Coppa Italia… Chissà che la qualificazione alle competizioni europee del 2025-2026 non addivenga proprio da li…

ATALANTA

Dopo la vittoria dell’Europa League e un’ennesima qualificazione in Champions, non credo che l’Atalanta abbia la forza di effettuare una stagione gigantesca. D’altronde è un grande classico degli ultimi tempi in cui la Dea ha alternato annate fantascientifiche ad altre buone in cui ha raggiunto il suo obiettivo minimo. L’avvio è molto complesso con Scalvini e Scamacca fermi per due gravi infortuni al crociato. Il neo acquisto Zaniolo è subito ai box. Koopmeiners fa i capricci per vestire la maglia della Juventus. Insomma, le premesse non sono proprio delle migliori anche perché Gasp ha bisogno di lavorare per inserire le novità all’interno del suo magnifico puzzle. Potrebbe necessitare un pochino di tempo con un settimo posto che varrebbe comunque una qualificazione in Conference.

FIORENTINA

La sesta piazza varrà la qualificazione in EL nel caso in cui una delle prime 6 conquistasse anche la Coppa Italia. L’ipotesi è molto probabile, ma non è certa. Dopo anni vissuti da protagonista in Conference, la Fiorentina potrebbe finalmente raggiungere l’Europa League. Il calciomercato è promettente. Pongracic, Colpani e Kean rappresentano innesti che non scalderanno troppo il cuore dei tifosi, ma sono funzionali al gioco di Palladino. Il mister ha dimostrato a Monza di essere molto abile quando si tratta di stupire tutti in campionato. Per due stagioni ha condotto i brianzoli persino più avanti di ciò che erano le rosee aspettative.

Inizia, quindi, la battaglia per entrare in Champions League e per vincere lo Scudetto con Roma e Juve più attardate rispetto a Milan, Napoli e Inter.

ROMA

Per la Roma, sfortuna vuole che non sarà certo semplice agganciare la Champions League con il quinto posto. I club azzurri, infatti, dovrebbero ripetere uno straordinario cammino europeo mantenendo il ranking molto elevato. Non sarà una passeggiata. De Rossi è stato confermato sulla panchina giallorossa ed è una questione positiva. Nella trascorsa stagione ha dimostrato di essere un bravo allenatore. Certamente resta il dubbio relativamente a un’annata che parte dall’inizio. Le motivazioni della squadra, infatti, sono ben diverse. E’ chiaro che, l’anno scorso, la fame e la necessità di riscattare un brutto inizio potrebbero aver giocato un ruolo importante. Il mercato sta venendo incontro a Capitan Futuro con acquisti di giocatori giovani e promettenti come la mezzala di qualità Le Fee e l’ex juventino Soulé. Questi uomini dovrebbero elevare il tasso tecnico della Roma, caratteristica in cui i capitolini hanno patito nel recente passato. In attacco, invece, il vuoto lasciato da  Lukaku è stato colmato da Dovbyk. E’ un centravanti con caratteristiche piuttosto simili al suo predecessore, ma più giovane.

JUVENTUS

La Juventus è l’incognita tra le grandi. Se il destino del Genoa lascia in sospeso il pronostico relativo alla graduatoria di metà classifica, la Vecchia Signora lo fa con la parte alta. E’ chiaro che dovessero essere acquistate le ali, tassello mancante del puzzle bianconero, la squadra potrebbe fare un salto di qualità notevole. Occorre considerare tuttavia che i piemontesi non si trovano troppo scoperti. Chiesa e Kostic sono ancora parte della rosa e, se la situazione dovesse rimanere questa, potrebbero risultare reintegrati andando così a colmare un vuoto importante. Il precampionato è stato negativo, ma era prevedibile. Motta sta cercando di trasmettere i suoi concetti al gruppo e un allenatore con le sue idee necessita di tempo. Nonostante la mediana sia stata rinforzata in fisico e qualità con Thuram e Luiz, la concorrenza risulta è agguerrita e diventa difficile pensare che, allo stato dell’arte, la Juve possa ambire più che una serena qualificazione in Champions.

MILAN

Il Milan è partito full gas, ma attenzione allo specchietto per allodole. Non è mia intenzione sostenere che sicuramente sarà così ma, facendo un raffronto con i concorrenti, ci sono alcuni aspetti che potrebbero giocare a favore dei competitor. L’Inter, per esempio, ha un gruppo affiatato e una rosa lunga, mentre il Napoli si gioca la carta Conte e non avrà impegni di coppa. Nonostante le amichevoli sfavillanti, dalle parti di Milanello resta il dubbio legato a Fonseca. Il tecnico sembra molto diverso da quello visto sulla panchina della Roma. Si è aggiornato e i risultati ottenuti con il Brest lo dimostrano. L’arrivo di Morata è fondamentale per i piani offensivi del nuovo vate. Se si pensa, infatti, a eventuali transizioni, una ripartenza con Chukueze, Pulisic, Leao e lo spagnolo può diventare mortifera per chiunque. E’ difficile immaginare un Diavolo che giochi palla lunga. Alvaro non è un carro armato. Vince, però, nell’intelligenza tattica e nella capacità di venire ad allacciare il gioco. Loftus Cheek è stato spostato sulla linea mediana e non è una cattiva idea perché, in attesa di Fofana, fornisce fisicità affianco a Rejinders, chiamato, forse, a fare da architetto della manovra. Questa sembra la vera pecca rossonera: manca un regista puro. Bennacer può essere considerato quel tipo di calciatore? Certamente il più vicino, ma non è propriamente la sua dote migliore. In difesa è arrivato Pavlovic. Promette bene, ma resta un’incognita così come Emerson Royal sulla corsia mancina.

NAPOLI

Il Napoli ha una garanzia. Il suo nome è Antonio Conte. Vecchio? Bollito? Stanco? Macché! Il pugliese aveva voglia di tornare in Italia ed eccolo qua, carico più che mai. Il salentino sta mostrando un approccio molto simile a quello che aveva avuto nella scorsa campagna nel Bel Paese sulla panchina dell’Inter. Tutti ricorderanno come andò. Il precampionato partenopeo ha mostrato molte lacune ma, come detto per Motta e la Juve, ci sono allenatori che necessitano di tempo per imprimere il loro credo all’interno della squadra. Il Napoli arriverà anche perché la rosa è di valore. La difesa è stata rinforzata con Buongiorno, il giovane azzurro più promettente nel suo ruolo. Rafa Marin sarà da scoprire, ma Rrhamani resta un giocatore di livello. Il braccetto di destra potrebbe essere Olivera e, da quel lato, in effetti, permane qualche dubbio. Si parla di un terzino. La mediana con Lobotka e Anguissa è un’altra garanzia. Di Lorenzo è stato ammagliato dal suo nuovo allenatore che può risultare l’uomo giusto per recuperarlo dopo un periodo buio. Spinazzola è perfetto per Conte. Kvara è rimasto. Politano è un calciatore che può giovare in maniera incredibile del lavoro del leccese e, in attacco, se non dovessero esserci né Osimhen, né Lukaku, situazione che ritengo alquanto improbabile, ci sarebbe Raspadori, altro “soldatino” perfetto nel “contismo”. Non va dimenticato che il Napoli non giocherà le coppe e Antonio ha sempre dimostrato di trarre enorme vantaggio da questa situazione.

INTER

Nella passata stagione arrivò la seconda stella e il primo Scudetto di Simone Inzaghi, un tecnico che negli ultimi due anni si è affacciato alla platea dei big prendendosi la sua poltrona e raggiungendo una definitiva maturità professionale a lungo cercata. La rosa è indiscutibilmente la più forte. Si potrebbe pensare che manchi un braccetto di sinistra per coprire il ruolo di vice Bastoni, ma in un reparto che vanta anche Pavard, Acerbi, Darmian e Bisseck potrebbe risultare un dettaglio. L’Inter ha due centrocampi. Quello potenzialmente titolare formato da Mkhytarian, Calhanoglu e Barella. Quello di riserva potrebbe essere composto da Zielinski, Asllani e Frattesi. Quest’ultimo potrebbe essere più forte delle mediane di molte altre concorrenti. In attacco non va sottovalutato l’acquisto di Taremi e si sta parlando del reparto che nella passata stagione ha sofferto di più. Stante le delusioni di Arnautovic e Sanchez, dietro a Thuram e Lautaro, infatti, mancava una alternativa all’altezza. L’iraniano pare essere l’uomo giusto. Simone Inzaghi ha in mano una Ferrari e ha dimostrato di saperla spingere al massimo sia in serie A che in Champions League. Il suo compito ora sarà quello di non scegliere un torneo, ma di fare il meglio possibile in entrambe. E’ possibile. 

 

 

 

 

 

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