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Allenatori serie A: i consigli per le panchine

conte

La serie A sta volando verso la fine. Ormai quasi tutti gli obiettivi stagionali delle varie squadre sono stati raggiunti. Si inizia così a palesare, tra i fiori primaverili, l’aria calda del calciomercato estivo. Da dove partono le squadre per costruire il loro futuro? Solitamente dalla guida, cioè dall’allenatore. E’ interessante, quindi, provare a capire cosa accadrà sulle varie panchine.

ATALANTA

Dopo l’esperienza targata Gasperini e il breve interregno di Juric, l’Atalanta si è affidata a Raffaele Palladino. Il napoletano sta svolgendo un buon lavoro soprattutto nelle coppe. La Dea è la compagine tricolore che ha fatto il percorso più lungo in Champions con gli ottavi di finale, ma pesa la beffa in semifinale di Coppa Italia con la Lazio. Il cammino di serie A, invece, sta portando in dote un settimo posto che, al momento, significherebbe Conference League. Questo a meno di un clamoroso sorpasso del Bologna all’ultimo turno.

Palladino sta svolgendo un buon lavoro perché arrivare dopo i recenti vissuti della Dea non era certo semplice. Non si vedono i motivi per non dare continuità al progetto né da una parte, né dall’altra e questo nonostante il possibile arrivo di Giuntoli che potrebbe avere un suo prototipo di mister diverso dal target del partenopeo.

Palladino

BOLOGNA

L’allenatore del Bologna è Vincenzo Italiano. Siede sulla panchina rossoblu da due stagioni. La prima è stata ottima e ha portato in dote la Coppa Italia oltre alla qualificazione in EL. La seconda, invece, è meno positiva con un attuale ottavo posto che non consentirebbe ai felsinei un’altra annata internazionale anche perché il cammino di Europa League si è spento ai quarti con l’Aston Villa, mentre quello di Coppa Italia sempre nello stesso turno con la Lazio. Questa ha tutte le sembianze di una stagione transitoria.

Italiano ha mercato. e la sua permanenza sulla panchina emiliana non è così scontata. Dopo Spezia, Fiorentina e Bologna, il tecnico potrebbe vedere un ulteriore “salto di qualità” e approdare finalmente in una big. De Lautrentiis, per esempio, è sempre stato un estimatore del siciliano. Il Bologna, dal canto suo, potrebbe avere l’occasione per nuovi stimoli, magari con un altro allenatore in rampa di lancio. Ultimamente la squadra ha dimostrato di reagire bene a questo tipo di innesto. Un nome può essere quello di Fabio Grosso oppure Francesco Farioli che ancora non ha allenato in Italia. Una terza idea è quella legata a Daniele De Rossi.

Farioli, Grosso, De Rossi

CAGLIARI

Fabio Pisacane è riuscito a condurre il Cagliari alla terza salvezza consecutiva e non è roba di poco conto. L’emergente tecnico dei rossoblu ha dimostrato di essere un allenatore intelligente e un abile motivatore. Non è troppo attaccato alle sue teorie di gioco, ma sa lavorare con il materiale a disposizione facendo rendere al meglio i suoi calciatori. E’ capace, inoltre, di lavorare con i giovani e, di questi tempi, ognuna delle citate prerogative non è roba di poco conto.

Il suo contratto è in scadenza, ma non si vedono i motivi per una separazione.

Pisacane

COMO

Viene naturale affermare che il Como e Cesc Fabregas dovrebbero proseguire insieme un percorso che sta già portando grandi soddisfazioni. Non si sa se sarà Champions o EL, ma certamente i lariani disputeranno una competizione internazionale già dalla prossima stagione e sono stati promossi in serie A soltanto due anni fa. Tutto sotto la guida del mister spagnolo che è un integralista di un certo tipo di calcio moderno, ma riesce a portare frutto.

E’ chiaro che, come l’estate scorsa, anche durante quella imminente potrebbe partire l’assalto e Fabregas. Trecentosessantacinque giorni fa ci fu il gran rifiuto perché pare che Cesc non volesse fare il salto più lungo della gamba. Occorrerà capire se sarà ancora così, ma presumibilmente, visto ciò che offre il Como, il matrimonio potrebbe essere destinato a proseguire.

Fabregas

CREMONESE

La Cremonese è in piena lotta per non retrocedere, ma il terzultimo posto non manda ottimi segnali così come il trend della seconda metà di stagione che Marco Giampaolo non pare riuscire a invertire del tutto. E’ troppo prematuro analizzare la situazione dei lombardi. Tuttavia, quando accadano certe annate, sembra naturale modificare qualcosa. Che sia in serie A o in cadetteria, il futuro dell’abruzzese potrebbe non essere più sotto il Torrazzo. Chi lo sostituirà? A oggi è impossibile dirlo.

Nuovo – ?

FIORENTINA

Nonostante il miracolo di Paolo Vanoli con una salvezza che a un certo punto sembrava compromessa, pare che l’idea sia quella di virare verso altri lidi. Viene da domandarsi il motivo visto anche il buon percorso in Conference dove la viola è uscita ai quarti contro la finalista, Crystal Palace.

Siccome questo pezzo non è una previsione su ciò che accadrà, ma un umile “consiglio per gli acquisti”, si opta per la conferma dell’ex torinista. E’ chiaro che quando si trascorrono certe annate, come scritto per la Cremo, l’idea del cambiamento sembra la scelta corretta, ma quella di Vanoli pare una condizione differente perché certi treni e meglio non perderli e alcuni matrimonio non vanno gettati al vento da ambo le parti.

Vanoli

GENOA

Daniele De Rossi è sbarcato al Genoa a campionato iniziato assumendo il controllo di una squadra addirittura al penultimo posto. E’ giunta una salvezza serena. Si può tranquillamente affermare che abbia fatto un grande lavoro.

Nelle ultime stagioni, il Grifone ha avuto una costante sia con Gilardino che con Vieria. De Rossi ha iniziato nello stesso modo. L’allenatore che giunge in corsa chiude molto bene l’annata, ma la fatica è la ripartenza. Ciò detto, il tecnico romano merita assolutamente una conferma. Ha tutti i connotati del predestinato perché era mister già in campo. Lui, però potrebbe avere altre ambizioni e a quel punto i rossoblu dovrebbero essere pronti. I nomi papabili arrivano anche dalla cadetteria con Abate che sta svolgendo un gran lavoro alla Juve Stabia o Aquilani, oggi al Catanzaro.

De Rossi, Abate, Aquilani

INTER

Christian Chivu ha svolto un lavoro eccellente e merita già ora la Pancina d’Oro. E’ arrivato al posto di Inzaghi raccogliendo un’eredità non semplice per due motivi. Innanzitutto, acquisiva una compagine che nella stagione precedente non aveva vinto un titolo e con il morale sotto terra. Inoltre, il confronto con il predecessore non era così agevole. Pronti-via, il rumeno ha vinto lo scudetto con largo anticipo. Meglio di così…

Merita una conferma anche se il cammino non sarà semplice in quanto all’Inter serve più di una modifica in termini di rosa e la prossima stagione potrebbe essere richiesto qualcosa di più anche in Europa dove non ci si può accontentare di un playoff di Champions.

Chivu

JUVENTUS

La Juventus ha scelto di prolungare il suo contratto con Spalletti nonostante Luciano, come i suoi predecessori, si trovi a combattere sino all’ultimo turno per la partecipazione alla prossima Champions League con poche speranze di centrare il target dagli altri sempre raggiunto. Nonostante questo, il punteggio raggiunto dal toscano è molto simile a quello dell’accoppiata Motta-Tudor o precedentemente di Allegri. In Questo per sostenere che la crescita si nota sia sotto il profilo dell’identità che quello pratico.

Occorre, però, fare un ragionamento da ambo le parti. Per quanto concerne la società, l’unico nominativo che potrebbe scalzare quello di Spalletti è Antonio Conte. Il salentino è perfetto per la situazione vissuta dalla Juve e non hai fallito quando si è trovato ad affrontare simili dinamiche. Per quanto riguarda l’attuale tecnico, invece, dovrà capire quanto si sente ancora di incidere sulla squadra e sulla società.

Conte, Spalletti

LAZIO

Maurizio Sarri è riuscito a traghettare una stagione molto complessa e iniziata con il piede sbagliato. La scorsa estate, la Lazio non ha praticamente fatto mercato e di ciò ha risentito soprattutto a inizio annata. Poi il toscano ha trovato una quadra e i biancocelesti stanno portando a termine un percorso in linea con le prospettive con la finale di Coppa Italia come ciliegina sulla torta. Non arriverà la qualificazione europea, ma sarebbe stata un’impresa. Sia chiaro, non si parla di miracolo.

Sarri sarebbe da confermare, ma sembra forte il richiamo del Napoli e Maurizio potrebbe anche decidere di salutare. A quel punto, l’idea di puntare su un giovane è affascinante, ma piuttosto pericolosa perché un presidente come Lotito non è facilmente gestibile e l’ambiente biancoceleste non è dei più semplici. Escluderei, quindi, un nome suggestivo come quello di Klose e mi orienterei su un altro come quello di Gattuso. Ma mi chiedo: Mancini?

Mancini, Gattuso, Sarri

LECCE

Il Lecce è la squadra a maggior rischio retrocessione insieme alla Cremonese. Tutto dipenderà dall’esito del torneo. Se i giallorossi dovessero restare in serie A non si vedono i motivi per esonerare Di Francesco che avrebbe compiuto un autentico prodigio. In molti, infatti, vedevano i salentini come una potenziale retrocessa. Se l’abruzzese, invece, non dovesse riuscire nell’impresa, la strada sarebbe quella dell’addio in quanto diventerebbe troppo difficile proseguire un rapporto segnato da un obiettivo non raggiunto e così dirompente.

Di Francesco o nuovo

MILAN

Il Milan è una della squadre nella situazione più complicata possibile. Se si fosse cercata la modernità calcistica, Massimiliano Allegri non sarebbe stato l’uomo da scegliere. Non è vero, però, che non sia in grado di guidare un progetto nuovo. Semplicemente lo fa a modo suo. Le sue compagini hanno un’identità ben precisa e così quasi sempre raggiungono il risultato. Anche se non dovesse arrivare la qualificazione in Champions, il toscano ha raccolto una squadra che arrivava da un nono posto. Soprattutto grazie agli uomini da lui voluti, cioè Modric e Rabiot, rientrerà comunque in coppa guadagnando almeno 3 posizioni.

Il problema del Milan non è sicuramente Allegri e nemmeno Tare o la società. Il dilemma è una rosa ancora non così formidabile. Serve tempo. Il tecnico dev’essere confermato e va investito sulle sue capacità di costruire scegliendo giocatori più pronti. Max non è un integralista e quegli uomini saranno i più eclettici possibili. In caso di cambiamenti futuri, quindi, non saranno di peso a nessuno. Dal canto suo, un possibile interesse del Napoli o della nazionale potrebbero spingerlo altrove. I rossoneri, quindi, devono farsi trovare pronti e le alternative conducono sempre al medesimo nominativo: Conte. Attenzione, però pure a Maurizio Sarri che è più volte rientrato nell’orbita dei lombardi, senza mai concludere il matrimonio. Nel lotto va inserito pure Roberto Mancini.

Allegri, Conte, Sarri, Mancini

NAPOLI

Qualcosa non ha funzionato. La convinzione era quella che Antonio Conte fosse l’uomo in grado di portare il Napoli alla vittoria di due scudetti consecutivi come non era mai accaduto nella sua storia. Nonostante un mercato che lasciasse presagire tanta positività, non è stato possibile. I vari infortuni hanno giocato un ruolo fondamentale e attualmente sembra che, per entrambi, sia il caso di cambiare aria.

Conte potrebbe ritrovare la sua Juve che necessità di un tecnico preparato e con il suo carisma. Lo stesso vale per la nazionale. Il salentino potrebbe trovare un buon humus e i giusti stimoli per rilanciare l’Italia. Dal canto suo il Napoli ha bisogno di freschezza e ormai l’ambiente pare un tantino provato. L’idea di Sarri potrebbe rappresentare il giusto compromesso tra “modernità”, esperienza e conoscenza del Napoli. Un’alternativa, forse ancora più importante perché non porta in se il concetto di “minestra riscaldata” conduce a Mancini. Anche Allegri rappresenterebbe una buona alternativa in quanto si troverebbe una squadra pronta e l’obiettivo che si da al toscano quasi sempre è raggiunto. E’ più complicata l’idea di scegliere allenatori come Grosso, Palladino o Italiano in quanto si necessita, probabilmente, di tecnici più navigati.

Allegri, Mancini, Sarri

PARMA

Il Parma ha scelto Carlos Cuesta e, nell’umiltà, il tecnico spagnolo ha svolto un grande lavoro. Ha raggiunto una salvezza tranquilla che non appariva di così semplice portata. Anzi… Viene spesso “bacchettato” per il suo calcio piuttosto conservativo che lui non rinnega, ma sostiene di essersi adattato al tipo di atleti a disposizione. E’ la fotografia del grande allenatore.

Un’altra stagione in Emilia può giovare sia a lui che ai gialloblu in quanto può essere fondamentale per la crescita di entrambi. Si sta parlando del più giovane mister in serie A. Ha 31 anni.

Cuesta

ROMA

La Roma di Gian Piero Gasperini sta lottando per la Champions e si trova in quarta posizione. A a oggi, sarebbe qualificato. Il piemontese sta costruendo la sua squadra e una stagione così era prevedibile. Anche se Giampiero è noto per consentire una crescita importante alle sue squadre, serve il tempo necessario perché non si tratta di istant coach,ma il miglioramento rispetto al recente passato si è già notato. Ha bisogno di un programma e di una compagine che si adatti alle sue idee e soprattutto di un ambiente che lo lasci libero.

La Roma ha già fatto la sua scelta. Nel dualismo tra Ranieri e Gasperini, ha optato per l’allenatore e lo ha fatto giustamente proprio perché, con calma, tempo e ambiente sereno, il torinese ha le carte in regola per riportarla ai fasti di una decade fa.

Gasperini

SASSUOLO

Il Sassuolo è allenato da Fabio Grosso. In un’ipotetica classifica per la “panchina d’oro”, dietro a Chivu, potrebbe esservi proprio l’abruzzese. Per carità, i neroverdi sono una compagine forte, ma condurre una neopromossa alla lotta per l’ottavo posto con una salvezza mai stata in discussione non era scontato.

L’ex campione del mondo ha già maturato esperienze importanti in quanto, oltre alla promozione in serie A raggiunta con Frosinone e Sassuolo, ha allenato il Lione. Potrebbe serenamente essere pronto per la panchina di una compagine in lotta per le posizioni più elevate della graduatoria. Dal canto suo, il Sassuolo non avrebbe nessun vantaggio a perderlo. Se vi dovesse essere un addio, la scelta neroverde è solitamente orientata a tecnico giovani e con un calcio propositivo. Un nome papabile potrebbe essere quello di Ignazio Abate che, con la Juve Stabia, sta svolgendo un ottimo lavoro. Lo stesso vale per Aquilani, ma perché non pensare a Gilardino?

Grosso, Abate, Aquilani, Gilardino

TORINO

Il Torino ha fatto il Torino. Cairo è ormai una garanzia. La squadra è sempre da salvezza tranquilla. La stagione non era iniziata nel migliore dei modi e, al cambio in panchina, il margine dei granata dalla zona salvezza era di soli due punti. Poi è arrivato Roberto D’Aversa e la situazione è migliorata decisamente.

Il subentrato, però, non è un tecnico da progetto. E’ soprattutto un allenatore in grado di cambiare le cose nell’immediato. Per questo, opterei per altri lidi. Per il Torino serve una personalità in grado di adattarsi parecchio a un certo DNA tipico. Un nome potrebbe essere quello di Davide Nicola, appena liberatosi dalla Cremonese, o perché no?! l’ex ct Gennaro Gattuso. Soprattutto il calabrese potrebbe entrare presto nei cuori granata.

Gattuso, Nicola

UDINESE

Per l’Udinese, invece, dovrebbero esserci pochi dubbi o perplessità. Kosta Runjaic sta svolgendo un egregio lavoro. In due anni ha riportato i friulani dalla lotta salvezza ai margini della zona Europa. Perché cambiare? Finché la barca va, lasciala andare, diceva Orietta Berti.

Runjaic

VENEZIA

Ecco la prima neopromossa, il Venezia. I grigioarancioverdi hanno vissuto una grande stagione sotto l’egida di Giovanni Stroppa. Verrebbe da chiedersi perché cambiare?! Il lombardo è una garanzia per quanto concerne le promozioni, ma non si è mai praticamente confrontato con la massima categoria, se non per una breve parentesi monzese. E’ giusto dar lui una nuova opportunità.

Stroppa

FROSINONE

Dopo due anni in cadetteria, Massimiliano Alvini è l’uomo del ritorno del Frosinone in serie A. La massima categoria è già stata il suo palcoscenico nel 2022-2023 sulla panchina della Cremonese e non andò molto bene. Come con già scritto per il Venezia, però, non avrebbe un gran senso cambiare guida tecnica dopo un salto in avanti così netto. A meno che non ci siano altre tematiche legate a società o spogliatoio, quindi, giusto proseguire insieme.

Alvini

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