Brutte sensazioni. Sono anni che il calcio pare sprofondare lentamente nel baratro. Dopo la pandemia, però ,il processo sembra essere accelerato prepotentemente. E’ come se la crisi economica dovuta al covid abbia messo il turbo a questo evolversi della situazione e la caduta è stata libera, senza alcun paracadute. D’altronde il coronavirus ha avuto effetti in ogni settore. Nulla poteva rimanere esente. Si può ancora porre un freno? Sicuramente sì, ma le percezioni sono negative.
La Gazzetta dello Sport, in edicola oggi, è alquanto chiara. La cifra con cui il Psg ha convinto Mbappé ha restare in Francia, dicendo di no al Real Madrid, è di 130 milioni di euro alla firma e 30 per 3 stagioni. Il totale è 220 milioni. I Blancos, invece, proponevano la stessa somma per porre una segnatura sul contratto, ma 26 annuali. Il parigino ha detto di aver scelto l’amore per la città che gli ha dato i natali. Sono convinto che sia più credibile questa opzione rispetto a quella di chi sostiene che sia una questione economica. La differenza è di 12 milioni. Insomma, 208 invece che 220 non possono fare la differenza? No. La mia paura è che qualcosa ruoti intorno alla Superlega. Perché Kyllian non avrebbe dovuto coronare il sogno di militare nella squadra in cui faceva il tifo da bambino, in un nuovo e super competitivo campionato? Come riportato dalla Rosea, Tebas, presidente della Liga, sosterebbe che Al-Khelaifi, numero uno del Psg, sia “pericoloso” quanto la Superlega e avrebbe pronti esposti legali contro Nasser che, tra l’altro, è leader dell’ECA.
Insomma, questo calcio non funzione e non cammina più all’unisono, ma muove le masse. Per comprenderlo basti osservare quanto sta accadendo al Milan e la magnifica voglia dei tifosi di vincere un titolo. Anche ieri a Firenze, la festa è stata bellissima e il saluto dei tifosi del Genoa è qualcosa di sublime. Non rovinate la cultura.

