“Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano” canta Venditti e ormai questo pezzo è molto abusato relativamente al calcio. E’ successo di nuovo. Questa volta la scintilla è tornata a fiammeggiare tra il Napoli e Walter Mazzarri. E’ una scelta che ha lasciato di stucco in tanti perché il toscano si accomoda sulla panchina dei campioni d’Italia dopo più anni in cui è rimasto nell’anonimato. Il sentore popolare vive tra l’allibito e il deluso. Pur essendo una buona unità di misura, non è sempre la migliore per valutare le situazioni.
Si parta dal principio: era giusto esonerare Rudi Garcia? La risposta è assolutamente affermativa. In effetti, il francese stava conducendo la nave partenopea verso acque grigie e tempestose. In tre mesi non è riuscito a entrare nello spogliatoio ed è questo che paga. I risultati non sono poi così negativi perché gli azzurri sono in lotta per il quarto posto e hanno quasi un piede negli ottavi di Champions, ma quando troppo spesso si prova a fare a meno delle stelle senza stravincere, poi si paga. I rapporti con Kvaratshelia e Osimhen, i due pilastri più solidi dello Scudetto, non erano dei migliori o almeno così apparivano. E’ inutile portare avanti un matrimonio con poco amore.
A quel punto è giusto capire chi sarà il sostituto e la scelta è ricaduta su Mazzarri. Da quanto trapela dai media, la decisione è stata presa soprattutto sulla base di essere liberi di rivedere la situazione alla fine della stagione. Insomma, a Mazzarri bastano 7 mesi di contratto. Tudor, invece, ne chiedeva di più. In effetti è un punto assolutamente a favore del tecnico italiano che assomiglia davvero al classico traghettatore. In questo modo, DeLa avrebbe tutto il tempo di sondare il territorio e valutare quale sarà la soluzione migliore per il futuro del suo Napoli. In sostanza, senza nulla levare a Mazzarri, che magari stupirà tutti e vincerà la Champions, meglio prendersi un’annata di studio e transizione piuttosto che affidarsi a una scelta affrettata. Probabilmente, in tal senso, lo scotto di Garcia è ancora cocente. Va tenuto in considerazione anche il fatto che chiunque fosse arrivato avrebbe rischiato di bruciarsi perché la piazza è ancora inebriata dal dolce gusto tricolore e, ora come ora, non pare pronta a vincere di nuovo, almeno in serie A. Il discorso è leggermente diverso per le coppe, ma trionfare in Europa, di fronte a certi mostri sacri, pare quasi blasfemia.
Sotto gli altri punti di vista, Igor Tudor sarebbe stato sicuramente un allenatore più adatto. Ai partenopei serve un mister in grado di esaltare e trascinare l’ambiente con un calcio brillante. Lo dimostrano le avventure di Sarri e Spalletti che, come il croato, sono pure sergenti di ferro. Chissà che l’ex difensore bianconero non si giochi nuovamente le sue chance durante la prossima estate?

